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domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Sebastiano, leggo tutti i contributi al tuo blog, alcuni davvero interessanti.
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giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un settore economico che ci
interessa più da vicino è quello delle creazioni materiali che segue la legge
dell’economia d’impresa, fanno parte del gruppo le persone che hanno idee
originali e creatività, ma tutto viene proiettato solo per il vantaggio
personale.
Dalle idee e dalle
creatività scaturisce la produzione che a sua volta detta le regole del consumo
e dei modelli di vita, l’originalità del consumatore è vana e la sua libertà di
scelta è stata neutralizzata dalla produzione.
La domanda del consumatore
viene canalizzata dalla produzione ed accetta quello che gli viene offerto dal
mercato in quel periodo della propria vita.
Il consumatore diviene un
osservato speciale da parte della produzione che genera l’offerta che a sua
volta va a caccia della domanda sul pianeta terra; questa è una delle fonti dei
conflitti moderni.
La non naturale creazione
della domanda genera e produce un equilibrio economico instabile.
Dal tentativo di rendere
questo equilibrio stabile scaturisce la violenza che, a sua volta, può sfociare
in conflitti bellici.
Se si vuole perseguire la
nonviolenza e la stabilità economica è necessario un ordine nel quale il
consumatore sia protagonista, ciò può avvenire solo se i beni di consumo
vengono prodotti localmente che è uno degli obiettivi che il progetto
dell’economia condivisa intende perseguire.
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martedì 8 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio spirituale
avanzato- economia di servizio – Vita, vivere ed esistenza.
Se applichiamo alla vita
sociale i cinque tipi di economia esaminati precedentemente, soprattutto in
riferimento alla facoltà creativa dell’essere umano, l’economia parassitaria diventa
la casa dell’imitazione; l’economia predatoria diventa la casa dell’adozione, l’economia
dell’impresa è la casa delle creazioni materiali, l’economia gregaria diventa
la casa delle innovazioni sociali; l’economia di servizio, che permette ai suoi
componenti di proiettarsi nelle vie degli altri (altruismo) diventa la casa
della sublimazione.
L’uomo è libero di scegliere
il tipo di economia che vuole praticare, ma la scelta determina la propria
personalità che rispecchia la sua condizione spirituale.
L’economia condivisa è
affine a quella di servizio che a sua volta diviene la casa della spiritualità
cristiana autentica.
Tu quale economia scegli?
mercoledì 2 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura – dell’impresa -
gregaria.
Alcune prendono ciò di cui hanno bisogno, rendendo un corrispondente servizio all’unità dalla quale
traggono beneficio.
Le api sono un esempio di
economia d’impresa in quanto trattasi di unità laboriose, attive per il
proprio ciclo di vita e nello stesso tempo costruttive per il bene delle piante
dalle quali si cibano.
Sempre le api sono un esempio dell’agire collettivo; loro non
lavorano per il benessere individuale, ma per il beneficio di tutto l’alveare.
In realtà trattasi di un’estensione dell’interesse
individuale: agendo per il bisogno immediato pianificano anche le necessità
future.
Quando si parla di agire per il bene proprio e degli altri
non si altro che operare come le api, dal bene proprio si arriva al bene
comune.
E’ sbagliato dire che se si lavora per il bene comune non si
lavora anche per il bene proprio (nel bene degli altri c’è il bene proprio).
Questo concetto era molto assimilato nella vita degli Esseni
il cui periodo storico risale a circa III secoli a.C., anche fra le comunità
cristiane si rifacevano a questo modo di pensare.
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