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mercoledì 10 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE-CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Creare occupazione attraverso la condivisione


Qualcuno ci scrive dicendo che si sta facendo accademia.In realtà è l’opposto, non è concepibile che l’uomo possa vivere senza lavorare.Una delle affermazioni in tal senso la troviamo nella II epistola di Paolo  Apostolo ai Tessalonicesi 3:10 si legge: “E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppur deve mangiare”.I credenti cristiani non possono pensare di vivere senza lavorare, ma non si può vivere senza mangiare e quindi si deve lavorare.Con il progetto dell’economia condivisa si mira ad una occupazione stabile per tutti ed una relativa adeguata retribuzione.

L’IDEA NON E’ QUELLA DI FARE ACCADEMIA, MA DI DARE UNA RISPOSTA CONCRETA AL MONDO DEL LAVORO PENSANDO AD UNA ECONOMIA EQUA PER TUTTI. QUESTI SONO PRINCIPI BIBLICI.

giovedì 4 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.

GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse 
lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per 
la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e 
per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA 
CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.

mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.» (Gv. 15,12-17) « Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.» (Matteo 7,12) Nel Vangelo di Matteo sono presenti inoltre altri richiami al tema, dell'amore per il prossimo.
«Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.» (Matteo 25,34-40).
Caratteristica dell'insegnamento di Gesù inoltre è la richiesta di amare anche i propri nemici. «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello...... (Matteo 5,38-48). «Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.

Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo..... Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leg GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!!
Gesù c’invita ad una scelta tra l’essere orfani di Dio o figli di Dio; la posta in gioco è di scoprire o dimenticare chi siamo.
Essere figli di Dio è essere figlio della Divina Provvidenza, cioè figlio della fede.
La fede è il bisogno di oggi, c’è bisogno di avere un cuore sul quale appoggiare la propria testa.
Fiato, parola da pronunciare ad ogni respiro, battito del cuore, movimento delle labbra e Dio la comprenderà ora come preghiera, atto di fede nel momento del dubbio, atto di speranza nel timore e sempre come atto di amore, leggendo il giornale.
Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra se' pensò "ma tu guarda se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"
L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà!
"Ah!, questo e' troppo" pensò e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.
Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando.................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
LA MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone,

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Ci sono uomini che servono Dio con fede.
Sono dei « Servi di Cristo », appunto dei « ministri »; sono «dispensatori dei misteri di Dio », risponde Paolo. (1 Cor 4,1-5).
Per fare questo occorre che siano fedeli, che trasmettano quanto hanno ricevuto.
Noi non ci dobbiamo fermare a loro ma, tramite il loro servizio, unirci a Gesù, che unicamente conta e che è il Signore.
Talora ci fermiamo al ministro e dimentichiamo Lui, che solo non ha difetti: gli altri hanno tutti una perfezione assai limitata.
Neppure c’è da stupirsi che possano incorrere in colpe.
In ogni modo, è ancora Paolo che lo dice, il giudizio è dato da Gesù Cristo, che rende manifeste le intenzioni segrete dei cuori.
L’Apostolo dice: « Mio giudice è il Signore!».
Lo dobbiamo tenere a mente anche noi , così inclini a giudicare, o a essere in ansia per i giudizi umani che ci toccano.
Non ce ne dobbiamo inquietare più di tanto, assai poco.
La ricre in noi stessi con le realtà terrene, necessarie alla esistenza nostra e a quella degli uomini, ad avere sollecitudine e responsabilità per il mondo.chezza, che Gesù paragona a un padrone, non può essere servita da chi intende amare Dio.
Il denaro è facile che leghi il cuore, che rappresenti l’unica preoccupazione.
Cristo mette in guardia dall’affanno opprimente per il domani, quasi che l’avere da mangiare e da vestirsi sia l’unica cosa che conta, e quasi che Dio sia indifferente alle necessità degli uomini.
Siamo esortati ad avere fiducia nella provvidenza: il che non significa pigrizia, o sfruttamento degli altri: sarebbe un tentare Dio.
Quante volte si trascorre un’intera vita in questo affanno, si dimentica l’amore di Dio e anche quello del prossimo, e ci si ritrova alla fine con le mani vuote di opere buone, se pure non anche con la privazione di quei beni per l’accumulo dei quali soltanto ci siamo affannati. (Mt 6, 24-34).

Il Vangelo ci spinge a ricercare la pacificazione interiore, necessità, amore, 

lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE


CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Chi e la volpe che non fa parte della vigna del Signore: calunniatori vanagloriosi ,bugiardi , trasgressori dei comandamenti , persone che nella purezza non anno occhi , nella cattiveria anno l'occhio lungo ,sanno bene la parola di Dio che da un versetto ne fanno un contesto e da un contesto ne fanno un versetto .
Non vorrei essere mai nel cuore di questa volpe ,perché sa le conseguenze del danno che a recato nella vigna del Signore .
Ora io dico non voglio essere un puritano, ma solo voglio essere conforme alla parola di Dio .
Noi quando eravamo bambini parlavamo da bambini ,mangiavamo da bambini ,ora che siamo grandi dobbiamo parlare da grandi ,e mangiare da grandi.
Il latte serve per i più piccini ,il pane duro lo mangiano i grandi, questo significa che da neo convertita si può tollerare certe cose perché ancora non e addentrata ,ma tu che sei da tanto tempo in chiesa ,dovresti capire come ci si deve vestire, come si deve comportare nella società in cui sei circondata ,se no dove è la differenza fra gli eletti di Dio e il mondo?
La strada e stretta piena di rinuncia ,quella larga e quella che porta alla perdizione ,e questo la sai e sentito tante volte, vedi la volpe offre tutto quello che piace alla carne non quello che serve per lo spirito,sai cosa ti dirà lui e anche il tuo io telo fa dire :non preoccuparti tanto Dio guarda il tuo cuore, si e vero guarda ,guarda anche che tipo di volpe sei diventata .
Una volpe genera volpe ,un vecchio proverbio recita così :dimmi con chi pratichi ,e ti dirò chi sei.
Torna fin quanto sei in tempo, e fai frutto di ravvedimento ,oggi e tempo della grazia ,il domani ?
Non lo so . . . . . .Dio ti benedica
P. S

Chiunque fa parte di questa vigna si senta parte lesa ,senza esprimere giudizio alcuno ma che stia in guardia, e faccia oggetto di preghiera !!!

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO DEL LAVORO
Genesi 3:19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei in polvere ritornerai.

Fin dalla creazione si parla di mangiare, di pane, di sudore come espressione del lavoro.
Quando si afferma: lavorare è un diritto ed un dovere di tutti non si afferma del tutto il vero.
Per qual che riguarda il diritto ci siamo, per il dovere non sempre è così e questo si evince dalla presenza dell'economia parassitaria che tende a distruggere tutto e tutti; immaginiamo una pianta aggredita dagli insetti parassiti, se non si adottano i dovuti accorgimenti la pianta è destinata a morire.
Il punto dolente è il sudore che non tutti sono disposti a condividere come dovere comune e di tutti.
Allora ecco che vengono fuori i furbi che dicono: sudore si ma per gli altri, qui casca l'asino.
L'economia parassitaria esiste in quanto esistono i furbi che vogliono si mangiare ma parlare di sudore no.
Il discorso è molto complesso e lungo in relazione al contenuto del verso citato.

SI VUOLE SOTTOLINEARE CHE IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA POTRA' AVERE SUCCESSO SOLO E SOLTANTO SE SARANNO MESSI DA PARTE I FURBI (PARASSITI).

venerdì 27 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Una lettrice scrive:

Dalla Prima lettere di S Giovanni apostolo.
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore".
Se amiamo Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
Da ciò l'esigenza di aiutarci e sostenerci l'uno con l'altro.
Chi è che ha bisogno d'amore?
Tutti, tutti indistintamente, e oltre ai bambini, che sono il sorriso di Dio, ci sono soprattutto gli anziani che ultimamente soffrono di carenza d'amore.
A volte mi capita di andare in ospedale, spesso sono stata nel reparto di geriatria dell'Ospedale Moscati di Avellino, e la situazione è veramente tragica.
Mancano spesso i posti letto e il personale che si prende cura in un modo più o meno costante degli anziani più bisognosi di aiuto soprattutto di notte.
Avverto l'esigenza quindi di proporre  una casa di cura per anziani soli e malati che necessitano di cure, che non possono stare da soli, ma che purtroppo loro mal grado, non hanno nessuno parente che li aiuti, e che in base al loro reddito non possono permettersi qualcuno a pagamento che li possa aiutare
Anche il semplice cucinarli e aiutarli a mangiare sarebbe tanto
Aiutarli a lavarsi per quanto possibile, scambiare qualche parola con loro, e farli sentire un po' amati, e coccolati, risparmiando oltre al dolore della malattia anche quello dell'abbandono.
Sarebbe stupendo se si potesse realizzare un Centro anziani cristiano.
Cristiano perché?
Perché alla base del cristianesimo c'è l'amore per il prossimo.
Spero Dio ci benedica nel realizzare questo progetto d'amore.

Katya Venga.

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Creare occupazione attraverso la condivisione
ertà, 

Qualcuno ci scrive dicendo che si sta facendo accademia.
In realtà è l’opposto, non è concepibile che l’uomo possa vivere senza lavorare.
Una delle affermazioni in tal senso la troviamo nella II epistola di Paolo  Apostolo ai Tessalonicesi 3:10 si legge: “E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppur deve mangiare”.
I credenti cristiani non possono pensare di vivere senza lavorare, ma non si può vivere senza mangiare e quindi si deve lavorare.
Con il progetto dell’economia condivisa si mira ad una occupazione stabile per tutti ed una relativa adeguata retribuzione.

L’IDEA NON E’ QUELLA DI FARE ACCADEMIA, MA DI DARE UNA RISPOSTA CONCRETA AL MONDO DEL LAVORO PENSANDO AD UNA ECONOMIA EQUA PER TUTTI. QUESTI SONO PRINCIPI BIBLICI.

lunedì 14 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/10


10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza
2Tess.3:10 "E invero quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppure deve mangiare".
1Tess.4:10-12 "Ma vi esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete, di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato di fare, onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno".
Perché questo è importante?
Quando si crea dipendenza nelle persone, le si mette in una situazione dove esse non usano le loro capacità e i loro talenti, e sono costrette ad essere un salasso per gli altri.
Se ci sono emergenze o situazioni insolite come orfani, vedove, o calamità naturali, allora è necessario e fondamentale aiutare in tutti i modi possibili.

Ma, se si permette a qualcuno di essere pigro in modo che ottenga tutto gratis, si fa qualcosa contro i principi biblici. Una persona che si rifiuta di lavorare, non deve essere mantenuto da quelli che lavorano diligentemente. 
Dobbiamo pertanto aiutare le persone a diventare indipendenti e autosufficienti, NON devono dipendere da noi e dal nostro denaro.

giovedì 10 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.


MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un altro gruppo economico da esaminare con attenzione è quello dell’adozione il cui motto è: “Mangiamo, beviamo e divertiamoci, perché domani moriremo”.
Anche questi componenti del gruppo appartengono all’area della imitazione già esaminata, ma con la differenza che queste persone cercano di introdurre alcune modifiche al sistema,  non rilevanti ai fini del progresso collettivo.
Il loro impegno è di imitare le creazioni degli altri e farle proprie senza alcuno sforzo proprio, non mettono in conto che i modelli produttivi degli altri non sempre sono adeguati per lo sviluppo della comunità di appartenenza.
Non pensano alle generazioni future e quindi vivono alla giornata, ma la vita continua anche dopo la loro morte ed i posteri troveranno un sistema economico non favorevole per la crescita.
Anche in questo casa l’individuo vive ma non agisce per il bene comune.
Il bene proprio prevale su quello collettivo; l’altruismo viene meno e si ha l’impoverimento anche morale.
E’ un vivere senza valori cristiani e si va dietro la dissolutezza totale.

Questo modo di vivere non ha nulla a che fare con l’economia della condivisione.

mercoledì 2 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.


Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
 La condivisione economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di culto.

Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente delle parole.

martedì 1 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.


Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
 La condivisione economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di culto.

Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente delle parole.