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mercoledì 10 settembre 2014
giovedì 4 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.
GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e
lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per
la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e
per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA
CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.
martedì 5 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
RIFLESSIONI: Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica?
Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.1) Partecipazione al processo creativoIl primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.2) Protezione della proprietà privataIl secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.Argentino Quintavalle
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venerdì 1 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:
Adam Smith
RIFLESSIONI: L’economia si basa su incentivi, e solo quando le persone e le imprese hanno i giusti incentivi per lavorare e produrre, l'economia può crescere e prosperare. Anche la Bibbia e il Talmud riconoscono l'importanza degli incentivi economici all'interno di una economia di mercato concorrenziale.Il Talmud precede di secoli le idee rivoluzionarie di Adam Smith sulla concorrenza di prezzo, cioè chi vende a un prezzo più alto sarà costretto ad uscire dal mercato o a ridurre il suo prezzo; la Bibbia, dal canto suo, enfatizza l'uso di pesi e misure oneste.Nella Bibbia troviamo un importante esempio di economia. Ha a che fare con l’anno sabatico, cioè con la cancellazione dei debiti. Malgrado questo sia un comandamento della Torah, la realtà è che quando le circostanze economiche diventano difficili, non tutti sono in grado di vivere secondo questi ideali elevati: il ricco semplicemente rifiuta di prestare denaro al povero nell’imminenza dell’anno sabatico, mosso dal timore di non riaverlo indietro. Come conseguenza di ciò Hillel il Vecchio giunse alla conclusione che era necessaria un’azione drastica, ed istituì la pratica del pruzbul.Hillel comprese che, nella pratica, dall’osservanza delle leggi che impongono la cancellazione di tutti i debiti, accadeva che i meno abbienti fossero privati completamente della possibilità di ricevere prestiti, così che si venivano a trovare, in quel periodo, in condizioni assai peggiori di quelle in cui sarebbero stati senza la protezione dell’anno sabatico.
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domenica 27 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.
3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.
sabato 19 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/47.
Non può essere che la chiesa che segue Dio dovrebbe tacere su qualcosa che preoccupa Dio e che ha grandi conseguenze sulla vita umana!
Esegesi della povertà biblica
Qual è la definizione biblica della povertà?
Nel Nuovo Testamento, troviamo tre gruppi di classi economiche:
1. Il primo gruppo è il ricco, per cui la parola è ploúsios, non ha bisogno di lavorare per vivere e prosperare, ma vive dei suoi guadagni e investimenti e del lavoro altrui (questo non significa che la Bibbia presuppone che i ricchi non lavorano).
2. Il secondo gruppo è costituito da coloro che non hanno problemi per i bisogni quotidiani, ma non possono permettersi di assumere altri per fare il lavoro per loro.
Queste persone, possono essere identificate con coloro che oggi devono lavorare per vivere, piuttosto che vivere di rendita o di investimenti.
Sono i non ricchi, gli "operai", quelli che devono lavorare con le proprie mani.
3. Il terzo gruppo è composto da persone che sono così indigenti che devono dipendere dalla beneficenza per sopravvivere.
Non possono sostenersi da soli, in genere perché sono troppo vecchi o troppo giovani o handicappati per il lavoro.
Questi sono i veri poveri.
Non hanno nulla.
Alcune distinzioni più sottili possono essere fatte tra le classi seconda e terza, e ci sono diverse parole utilizzate nel Nuovo Testamento, come anche nel Vecchio, per designare i poveri e le classi lavoratrici, parole che hanno a che fare non con l’aspetto economico, ma con la condizione sociale, giuridica, e spirituale.
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lunedì 14 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/34.
RIFLESSIONI: Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica?
Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.
1) Partecipazione al processo creativo
Il primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.
Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.
In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.
Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.
Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.
Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.
Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.
2) Protezione della proprietà privata
Il secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.
L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.
Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.
Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".
Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.
La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.
lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La.
Volpe
Il padrone, ordina al suo
operaio di partire in un paese tanto lontano, per prendere in
possesso dei terreni da coltivare.
Il suo contadino
prontamente partì senza domandare niente , arrivato a destinazione
,prese visione del primo lotto di terreno ,e incomincio a lavorare
quella terra che era molto arida ,nel frattempo il suo padrone le
mando degli aiuti ,braccia forte e grandi sostenitori .
Iniziarono a lavorare , in
poco tempo ci furono i primi frutti, allora il servitore decise di
incominciare a lavorare in un altro terreno , nel frattempo il suo
Signore le mando altri operai per zappare la terra, passo un un po'
di tempo e questo lotto di terreno porto altro frutto, e così andò
avanti visionato i vari lotti di terreno ,si metteva a arare la terra
insieme ai suoi collaboratori ,piantando ,facendo fruttare tutti i
terreni che aveva comprato il suo padrone .
Ogni terreno che lui
visionata veramente c'era da scoraggiassi ,erano terreni scoscesi
,pieni di massi ,ma lui non si lamentava mai,col sorriso cantando
,ogni giorno andava a lavorare facendola diventare vigneto ,e frutta
di ogni genere.
Passarono tanti anni , il
servitore avanti con gli anni non disse mai al suo patrone sono
stanco, anzi diceva io starò qua finché lo vorrà ,quando mi
chiamerà io mene andrò .
E così fu il suo padrone
vide il lavoro che aveva fatto lo reputo eccellente lo chiamo a
prendere la sua ricompensa .
Il racconto non finisce
qui ,anzi da quando non ce più ,tante persone che invidiavano questo
contadino ,perché dove metteva le mani tutto fioriva ,pensavano che
tutto sarebbe finito,dicevano ora che lui non ce più non ci sarà
più crescita , le vigne si seccheranno , ma non e così perché il
patrone delle vigne prima che lo chiamasse a se,fece addestrare per
bene i suoi aiutanti ,uomini forti instancabili ,pieni di entusiasmo
,anno continuato a lavorare la terra per come le aveva insegnato .
Così oggi la terra
prospera sempre di più ,e sempre un crescente giorno per giorno .
Ma non e finito qui il
racconto ,noi sappiamo che bisogna stare attenti alle piccole volpe
sono loro che cercano di guastare la vigna ,girando a torno riescono
sempre a raccogliere qualche chicco di uva ,certo si potrebbe pensare
non fa niente per un chicco,ma non e così per il contadino ,non ne
vuole perdere neanche un chicco perché a piantato col su torre ,e
vuole raccogliere fino al l'ultimo chicco ,e intanto questa piccola
volpe riesce a raccogliere uva ,certo uva che non si e saputa tenere
al tralcio .
Intanto la volpe gira e
avvelena altri chicchi , la volpe sa che deve fare i conti non con i
contadini ,ma con il patrone .
Poi chiama le altre volpe
per cercare di avere almeno un grappolo o due ,promettendo ,alle
altre volpe tante cose che lui non possiede e non avrà mai .
Un giorno questa volpe si
presento dai contadini dicendo io sono figlio del primo contadino che
e venuto qua a zappare la vigna ,vorrei ,vorrei avere l'eredità di
mio padre,giustamente i contadini si guardarono in faccia attoniti
:dicendo noi non siamo i padroni della vigna ,e neanche tuo padre non
Lo e stato mai ,certo lui e stato un buon maestro per noi ,ma non il
patrone.
Rivolgiti al nostro
patrone lui e il vero patrone della vigna ,allora lui ,stolto non
fece altro che andò in torno alla vigna cercando di tirare a se più
uva possibile strappando uva non matura , uva che non E attaccata al
tralcio ,e avvelenando tutto quello che a potuto rubare ,non a messo
le mani nell' aratro non a seminato non a dato Acqua alle piante ,e
vuole raccogliere ,questa e la volpe .
Ora io dico ai contadini non abbiate paura loro anno
fatto una scelta sono stati a tratti dalla volpe , ricordatevi dei
sani principi niente pesticidi ,niente compromessi ,perché potremmo
inserire altre volpi siate franchi arando la terra senza guardare
nessuno in faccia .
sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Un'assistente
sociale si è data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è
andata a lavorare anche con l'influenza.
Era
stimatissima da tutti e lei aveva tempo per tutti.
Adesso però
sta male ogni mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non
può più vedere nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo
di riposo.
Si sente
fallita, si chiede se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le
colleghe e le persone?
E non è
forse proprio questo il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data
agli altri, non è che era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che
aiutava proprio tutti ma non sé?
Che aveva
occhi per tutti ma non per sé?
Non è che ci
sia Dio dietro a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi
non si ama non può amare gli altri.
Era
disponibilità o bisogno di essere approvati e stimati?
Un papà
scopre che suo figlio "si fa le canne": si sente fallito come
genitore, sente d'aver sbagliato tutto.
Era così
orgoglioso di quel figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era
forse proprio questo il punto?
Non è che
voleva un figlio secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non
accettava, invece, quello che il figlio era?
E' proprio
Dio che gli parla in questo fallimento.
Forse mio
figlio lo devo amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad
un certo punto cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia
familiare.
Tutto
sembrava andare così bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava
tutto così bello!
E non era,
forse, proprio questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà,
ci si nascondeva le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio
Dio che le parla in questo fallimento.
Forse c'è da
imparare a non nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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venerdì 27 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
UN LETTORE SCRIVE:
Carissimo Condivisione Prossimo, ho pregato tanto Gesù
di farmi trovare un vero Fratello che aiutasse le persone in difficoltà,
sia i bravi giovani e sia gli anziani
che vanno in cerca disperatamente di un lavoro che consenta loro di vivere una
vita dignitosa e Lui mi ha esaudito.
Sono felicissimo di collaborare con Te e con tutti
quelli come Te il cui scopo e fine è quello realizzare il Regno di Dio su
questo meraviglioso pianeta che è la
Terra e in un futuro anche sull’intero Universo (splendida creazione di Dio nostro Padre).
Per Regno di Dio io intendo la trasformazione di
questa “ ingiusta società” (società dove
la gente per la disperazione di non
trovare o di avere perso il posto di lavoro
che consentirebbe o consentiva
loro una vita dignitosa si suicida) in quella “ giusta Società” dove
l’uomo possa vivere felice insieme agli
altri lavorando tutti assieme per il benessere di tutti, rispettandosi e amandosi l’un l’altro come Gesù nostro
Padre ci ha amato e ci ha lasciato come Suo unico (nel senso che assorbe e
contiene tutti gli altri) Comandamento in quanto ” l’amore” è fonte di Vita.
Fraternamente.
Romualdo Magno
giovedì 26 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Pur non
essendo cristiano, non appartengo a nessuna religione ma so che c'è Dio, sono
d'accordo con i principi del post.
Comunque la
parabola del vignaiolo è solo una parabola con cui Gesù ha voluto dire alla
gente che in un ipotetico paradiso si è tutti uguali indipendentemente a quale
età della propria vita si trova e si segue Dio.
Sulla terra,
dove si deve lavorare, non è attuabile una cosa del genere; immagina un po cosa
sarebbe successo a quel datore di lavoro se si fosse presentato il giorno dopo
a cercare operai.
domenica 4 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PROCESSO CULTURALE
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
Un'assistente sociale si è
data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è andata a
lavorare anche con l'influenza.
Era stimatissima da tutti e
lei aveva tempo per tutti.
Adesso però sta male ogni
mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non può più vedere
nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo di riposo.
Si sente fallita, si chiede
se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le colleghe e le
persone?
E non è forse proprio questo
il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data agli altri, non è che
era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che aiutava proprio
tutti ma non sé?
Che aveva occhi per tutti ma
non per sé?
Non è che ci sia Dio dietro
a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi non si ama non può
amare gli altri.
Era disponibilità o bisogno
di essere approvati e stimati?
Un papà scopre che suo
figlio "si fa le canne": si sente fallito come genitore, sente d'aver
sbagliato tutto.
Era così orgoglioso di quel
figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era forse proprio
questo il punto?
Non è che voleva un figlio
secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non accettava, invece, quello
che il figlio era?
E' proprio Dio che gli parla
in questo fallimento.
Forse mio figlio lo devo
amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad un certo punto
cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia familiare.
Tutto sembrava andare così
bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava tutto così bello!
E non era, forse, proprio
questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà, ci si nascondeva
le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio Dio che le parla
in questo fallimento.
Forse c'è da imparare a non
nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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venerdì 18 aprile 2014
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L’UOMO
DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.
GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque
l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro
quale mezzo di sostentamento per la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve
neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il
per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita
dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si
preoccupano del lavoro per se e per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA -
CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED
AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.
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mercoledì 16 aprile 2014
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/1.
L’economia si basa su
incentivi, e solo quando le persone e le imprese hanno i giusti incentivi per
lavorare e produrre, l'economia può crescere e prosperare.
Anche la Bibbia e il Talmud
riconoscono l'importanza degli incentivi economici all'interno di una economia
di mercato concorrenziale.
Il Talmud precede di secoli
le idee rivoluzionarie di Adam Smith sulla concorrenza di prezzo, cioè chi
vende a un prezzo più alto sarà costretto ad uscire dal mercato o a ridurre il
suo prezzo; la Bibbia, dal canto suo, enfatizza l'uso di pesi e misure oneste.
Nella Bibbia troviamo un
importante esempio di economia.
Ha a che fare con l’anno
sabatico, cioè con la cancellazione dei debiti. Malgrado questo sia un
comandamento della Torah, la realtà è che quando le circostanze economiche
diventano difficili, non tutti sono in grado di vivere secondo questi ideali
elevati: il ricco semplicemente rifiuta di prestare denaro al povero
nell’imminenza dell’anno sabatico, mosso dal timore di non riaverlo indietro.
Come conseguenza di ciò
Hillel il Vecchio giunse alla conclusione che era necessaria un’azione
drastica, ed istituì la pratica del pruzbul.
Hillel comprese che, nella
pratica, dall’osservanza delle leggi che impongono la cancellazione di tutti i
debiti, accadeva che i meno abbienti fossero privati completamente della
possibilità di ricevere prestiti, così che si venivano a trovare, in quel
periodo, in condizioni assai peggiori di quelle in cui sarebbero stati senza la
protezione dell’anno sabatico.
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lunedì 14 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/10
10) Essere indipendenti – non favorire la
dipendenza
2Tess.3:10 "E invero quando eravamo con voi, vi comandavamo
questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppure deve mangiare".
1Tess.4:10-12 "Ma vi esortiamo, fratelli, che vie più
abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete, di fare i fatti vostri
e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato di fare, onde
camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di
nessuno".
Perché questo è importante?
Quando si crea dipendenza nelle persone, le si mette in una
situazione dove esse non usano le loro capacità e i loro talenti, e sono
costrette ad essere un salasso per gli altri.
Se ci sono emergenze o situazioni insolite come orfani, vedove, o
calamità naturali, allora è necessario e fondamentale aiutare in tutti i modi
possibili.
Ma, se si permette a qualcuno di essere pigro in modo che ottenga
tutto gratis, si fa qualcosa contro i principi biblici. Una persona che si
rifiuta di lavorare, non deve essere mantenuto da quelli che lavorano
diligentemente.
Dobbiamo pertanto aiutare le persone a diventare indipendenti e
autosufficienti, NON devono dipendere da noi e dal nostro denaro.
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sabato 5 aprile 2014
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio primitivo
dell’economia – PARASSITARIA
Nell’antichità erano
parassitari gli imperi greco e romano, la loro grandezza derivava dai tributi
riscossi presso altri popoli e tutto era fondato su un sistema schiavistico.
Il commercio dei prodotti,
il traffico degli schiavi, lo sfruttamento da parte degli occupanti i territori
conquistati con la forza, erano e sono azioni parassitarie tesi a far morire o
rovinare la popolazione per trarre vantaggio del bene di quelle terre.
Godere dei frutti senza aver
fatto nulla è dannoso per la vittima che subisce l’azione.
L’uomo deve lavorare per
poter vivere, chi non lavora perché non ritiene un dovere prestare la propria
opera è un parassita e come tale deve essere trattato.
Poi c’è anche un altro tipo
di economia che è quella predatoria; sono persone che saccheggiano o rubano i
cittadini pur lasciando proseguire l’attività produttiva (succhiare il sangue
degli altri per vivere).
I moderni finanzieri che
tengono in pugno alcuni Stati appartengono a questo tipo di predatori.
Gli azionisti delle attuali
società per azioni che incassano dividendi senza alcuno sforzo produttivo
personale, sono ugualmente predatori; questi furbetti partecipano ai vantaggi,
ma senza aiutare nel lavoro che ha prodotto il vantaggio.
Allo stesso modo sono in
gran parte predatori i grandi cartelli che con il controllo monopolistico
ottengono una quota di benefici molto più che proporzionale al loro contributo
lavorativo o non.
Quanto sopra descritto è in
totale contrasto con i principi cristiani e che i credenti devono astenersi nel
praticare simili azioni.
Sfruttare il prossimo è in
netto contrasto con l’amare quello che, per volontà non sua, si trova in una
situazione di debolezza economica.
mercoledì 2 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.
Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae
benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia
contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto
mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo
in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche mangiare” ,
quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in dispregio
della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel
mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per
nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della
comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in
conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è
l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene
personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e
lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
La condivisione
economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di
culto.
Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente
delle parole.
martedì 1 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.
Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae
benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia
contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto
mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche
mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in
dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel
mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per
nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della
comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in
conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è
l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene
personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e
lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
La condivisione
economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di
culto.
Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente
delle parole.
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mangiare,
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