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mercoledì 10 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE-CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Creare occupazione attraverso la condivisione


Qualcuno ci scrive dicendo che si sta facendo accademia.In realtà è l’opposto, non è concepibile che l’uomo possa vivere senza lavorare.Una delle affermazioni in tal senso la troviamo nella II epistola di Paolo  Apostolo ai Tessalonicesi 3:10 si legge: “E invero quand’eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se qualcuno non vuole lavorare, neppur deve mangiare”.I credenti cristiani non possono pensare di vivere senza lavorare, ma non si può vivere senza mangiare e quindi si deve lavorare.Con il progetto dell’economia condivisa si mira ad una occupazione stabile per tutti ed una relativa adeguata retribuzione.

L’IDEA NON E’ QUELLA DI FARE ACCADEMIA, MA DI DARE UNA RISPOSTA CONCRETA AL MONDO DEL LAVORO PENSANDO AD UNA ECONOMIA EQUA PER TUTTI. QUESTI SONO PRINCIPI BIBLICI.

giovedì 4 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.

GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e 
lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per 
la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e 
per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA 
CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.

martedì 5 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE 

SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI 

NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:


RIFLESSIONI: Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica? 

Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.1) Partecipazione al processo creativoIl primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.2) Protezione della proprietà privataIl secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.Argentino Quintavalle

venerdì 1 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn lettore scrive:


Adam Smith

RIFLESSIONI: L’economia si basa su incentivi, e solo quando le persone e le imprese hanno i giusti incentivi per lavorare e produrre, l'economia può crescere e prosperare. Anche la Bibbia e il Talmud riconoscono l'importanza degli incentivi economici all'interno di una economia di mercato concorrenziale.Il Talmud precede di secoli le idee rivoluzionarie di Adam Smith sulla concorrenza di prezzo, cioè chi vende a un prezzo più alto sarà costretto ad uscire dal mercato o a ridurre il suo prezzo; la Bibbia, dal canto suo, enfatizza l'uso di pesi e misure oneste.Nella Bibbia troviamo un importante esempio di economia. Ha a che fare con l’anno sabatico, cioè con la cancellazione dei debiti. Malgrado questo sia un comandamento della Torah, la realtà è che quando le circostanze economiche diventano difficili, non tutti sono in grado di vivere secondo questi ideali elevati: il ricco semplicemente rifiuta di prestare denaro al povero nell’imminenza dell’anno sabatico, mosso dal timore di non riaverlo indietro. Come conseguenza di ciò Hillel il Vecchio giunse alla conclusione che era necessaria un’azione drastica, ed istituì la pratica del pruzbul.Hillel comprese che, nella pratica, dall’osservanza delle leggi che impongono la cancellazione di tutti i debiti, accadeva che i meno abbienti fossero privati completamente della possibilità di ricevere prestiti, così che si venivano a trovare, in quel periodo, in condizioni assai peggiori di quelle in cui sarebbero stati senza la protezione dell’anno sabatico.

domenica 27 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.



3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.


sabato 19 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/47.



Non può essere che la chiesa che segue Dio dovrebbe tacere su qualcosa che preoccupa Dio e che ha grandi conseguenze sulla vita umana!
Esegesi della povertà biblica
Qual è la definizione biblica della povertà?
Nel Nuovo Testamento, troviamo tre gruppi di classi economiche:
1. Il primo gruppo è il ricco, per cui la parola è ploúsios, non ha bisogno di lavorare per vivere e prosperare, ma vive dei suoi guadagni e investimenti e del lavoro altrui (questo non significa che la Bibbia presuppone che i ricchi non lavorano).
2. Il secondo gruppo è costituito da coloro che non hanno problemi per i bisogni quotidiani, ma non possono permettersi di assumere altri per fare il lavoro per loro.
Queste persone, possono essere identificate con coloro che oggi devono lavorare per vivere, piuttosto che vivere di rendita o di investimenti.
Sono i non ricchi, gli "operai", quelli che devono lavorare con le proprie mani.
3. Il terzo gruppo è composto da persone che sono così indigenti che devono dipendere dalla beneficenza per sopravvivere.
Non possono sostenersi da soli, in genere perché sono troppo vecchi o troppo giovani o handicappati per il lavoro.
Questi sono i veri poveri.
Non hanno nulla.
Alcune distinzioni più sottili possono essere fatte tra le classi seconda e terza, e ci sono diverse parole utilizzate nel Nuovo Testamento, come anche nel Vecchio, per designare i poveri e le classi lavoratrici, parole che hanno a che fare non con l’aspetto economico, ma con la condizione sociale, giuridica, e spirituale.

lunedì 14 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/34.


RIFLESSIONI:  Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica?
Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.
1) Partecipazione al processo creativo
Il primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.
Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.
In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.
Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.
Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.
Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.
Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.
2) Protezione della proprietà privata
Il secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.
L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.
Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.
Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".
Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.
La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.


lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


La. Volpe
Il padrone, ordina al suo operaio di partire in un paese tanto lontano, per prendere in possesso dei terreni da coltivare.
Il suo contadino prontamente partì senza domandare niente , arrivato a destinazione ,prese visione del primo lotto di terreno ,e incomincio a lavorare quella terra che era molto arida ,nel frattempo il suo padrone le mando degli aiuti ,braccia forte e grandi sostenitori .
Iniziarono a lavorare , in poco tempo ci furono i primi frutti, allora il servitore decise di incominciare a lavorare in un altro terreno , nel frattempo il suo Signore le mando altri operai per zappare la terra, passo un un po' di tempo e questo lotto di terreno porto altro frutto, e così andò avanti visionato i vari lotti di terreno ,si metteva a arare la terra insieme ai suoi collaboratori ,piantando ,facendo fruttare tutti i terreni che aveva comprato il suo padrone .
Ogni terreno che lui visionata veramente c'era da scoraggiassi ,erano terreni scoscesi ,pieni di massi ,ma lui non si lamentava mai,col sorriso cantando ,ogni giorno andava a lavorare facendola diventare vigneto ,e frutta di ogni genere.
Passarono tanti anni , il servitore avanti con gli anni non disse mai al suo patrone sono stanco, anzi diceva io starò qua finché lo vorrà ,quando mi chiamerà io mene andrò .
E così fu il suo padrone vide il lavoro che aveva fatto lo reputo eccellente lo chiamo a prendere la sua ricompensa .
Il racconto non finisce qui ,anzi da quando non ce più ,tante persone che invidiavano questo contadino ,perché dove metteva le mani tutto fioriva ,pensavano che tutto sarebbe finito,dicevano ora che lui non ce più non ci sarà più crescita , le vigne si seccheranno , ma non e così perché il patrone delle vigne prima che lo chiamasse a se,fece addestrare per bene i suoi aiutanti ,uomini forti instancabili ,pieni di entusiasmo ,anno continuato a lavorare la terra per come le aveva insegnato .
Così oggi la terra prospera sempre di più ,e sempre un crescente giorno per giorno .
Ma non e finito qui il racconto ,noi sappiamo che bisogna stare attenti alle piccole volpe sono loro che cercano di guastare la vigna ,girando a torno riescono sempre a raccogliere qualche chicco di uva ,certo si potrebbe pensare non fa niente per un chicco,ma non e così per il contadino ,non ne vuole perdere neanche un chicco perché a piantato col su torre ,e vuole raccogliere fino al l'ultimo chicco ,e intanto questa piccola volpe riesce a raccogliere uva ,certo uva che non si e saputa tenere al tralcio .
Intanto la volpe gira e avvelena altri chicchi , la volpe sa che deve fare i conti non con i contadini ,ma con il patrone .
Poi chiama le altre volpe per cercare di avere almeno un grappolo o due ,promettendo ,alle altre volpe tante cose che lui non possiede e non avrà mai .
Un giorno questa volpe si presento dai contadini dicendo io sono figlio del primo contadino che e venuto qua a zappare la vigna ,vorrei ,vorrei avere l'eredità di mio padre,giustamente i contadini si guardarono in faccia attoniti :dicendo noi non siamo i padroni della vigna ,e neanche tuo padre non Lo e stato mai ,certo lui e stato un buon maestro per noi ,ma non il patrone.
Rivolgiti al nostro patrone lui e il vero patrone della vigna ,allora lui ,stolto non fece altro che andò in torno alla vigna cercando di tirare a se più uva possibile strappando uva non matura , uva che non E attaccata al tralcio ,e avvelenando tutto quello che a potuto rubare ,non a messo le mani nell' aratro non a seminato non a dato Acqua alle piante ,e vuole raccogliere ,questa e la volpe .

Ora io dico ai contadini non abbiate paura loro anno fatto una scelta sono stati a tratti dalla volpe , ricordatevi dei sani principi niente pesticidi ,niente compromessi ,perché potremmo inserire altre volpi siate franchi arando la terra senza guardare nessuno in faccia .

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Un'assistente sociale si è data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è andata a lavorare anche con l'influenza.
Era stimatissima da tutti e lei aveva tempo per tutti.
Adesso però sta male ogni mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non può più vedere nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo di riposo.
Si sente fallita, si chiede se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le colleghe e le persone?
E non è forse proprio questo il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data agli altri, non è che era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che aiutava proprio tutti ma non sé?
Che aveva occhi per tutti ma non per sé?
Non è che ci sia Dio dietro a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi non si ama non può amare gli altri.
Era disponibilità o bisogno di essere approvati e stimati?
Un papà scopre che suo figlio "si fa le canne": si sente fallito come genitore, sente d'aver sbagliato tutto.
Era così orgoglioso di quel figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era forse proprio questo il punto?
Non è che voleva un figlio secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non accettava, invece, quello che il figlio era?
E' proprio Dio che gli parla in questo fallimento.
Forse mio figlio lo devo amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad un certo punto cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia familiare.
Tutto sembrava andare così bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava tutto così bello!
E non era, forse, proprio questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà, ci si nascondeva le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio Dio che le parla in questo fallimento.

Forse c'è da imparare a non nascondere le paure, i problemi e i conflitti.

venerdì 27 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
ECONOMIA MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
UN LETTORE SCRIVE:
Carissimo Condivisione Prossimo, ho pregato tanto Gesù di farmi trovare un vero Fratello che aiutasse le persone in difficoltà, sia  i bravi giovani e sia gli anziani che vanno in cerca disperatamente di un lavoro che consenta loro di vivere una vita dignitosa  e Lui mi ha esaudito.
Sono felicissimo di collaborare con Te e con tutti quelli come Te il cui scopo e fine è quello realizzare il Regno di Dio su questo meraviglioso  pianeta che è la Terra e in un futuro anche sull’intero Universo (splendida  creazione di Dio nostro Padre).
Per Regno di Dio io intendo la trasformazione di questa “ ingiusta società” (società  dove la gente per la disperazione  di non trovare o di avere perso il posto di lavoro  che consentirebbe o consentiva  loro una vita dignitosa si suicida) in quella “ giusta Società” dove l’uomo possa vivere felice  insieme agli altri lavorando tutti assieme per il benessere di tutti, rispettandosi  e amandosi l’un l’altro come Gesù nostro Padre ci ha amato e ci ha lasciato come Suo unico (nel senso che assorbe e contiene tutti gli altri) Comandamento in quanto ” l’amore” è fonte di Vita.
Fraternamente.

Romualdo Magno

giovedì 26 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:



Pur non essendo cristiano, non appartengo a nessuna religione ma so che c'è Dio, sono d'accordo con i principi del post.
Comunque la parabola del vignaiolo è solo una parabola con cui Gesù ha voluto dire alla gente che in un ipotetico paradiso si è tutti uguali indipendentemente a quale età della propria vita si trova e si segue Dio.

Sulla terra, dove si deve lavorare, non è attuabile una cosa del genere; immagina un po cosa sarebbe successo a quel datore di lavoro se si fosse presentato il giorno dopo a cercare operai.

domenica 4 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Un'assistente sociale si è data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è andata a lavorare anche con l'influenza.
Era stimatissima da tutti e lei aveva tempo per tutti.
Adesso però sta male ogni mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non può più vedere nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo di riposo.
Si sente fallita, si chiede se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le colleghe e le persone?
E non è forse proprio questo il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data agli altri, non è che era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che aiutava proprio tutti ma non sé?
Che aveva occhi per tutti ma non per sé?
Non è che ci sia Dio dietro a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi non si ama non può amare gli altri.
Era disponibilità o bisogno di essere approvati e stimati?
Un papà scopre che suo figlio "si fa le canne": si sente fallito come genitore, sente d'aver sbagliato tutto.
Era così orgoglioso di quel figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era forse proprio questo il punto?
Non è che voleva un figlio secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non accettava, invece, quello che il figlio era?
E' proprio Dio che gli parla in questo fallimento.
Forse mio figlio lo devo amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad un certo punto cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia familiare.
Tutto sembrava andare così bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava tutto così bello!
E non era, forse, proprio questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà, ci si nascondeva le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio Dio che le parla in questo fallimento.

Forse c'è da imparare a non nascondere le paure, i problemi e i conflitti.

venerdì 18 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.

GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e per gli altri.

IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.

mercoledì 16 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/1.

L’economia si basa su incentivi, e solo quando le persone e le imprese hanno i giusti incentivi per lavorare e produrre, l'economia può crescere e prosperare.
Anche la Bibbia e il Talmud riconoscono l'importanza degli incentivi economici all'interno di una economia di mercato concorrenziale.
Il Talmud precede di secoli le idee rivoluzionarie di Adam Smith sulla concorrenza di prezzo, cioè chi vende a un prezzo più alto sarà costretto ad uscire dal mercato o a ridurre il suo prezzo; la Bibbia, dal canto suo, enfatizza l'uso di pesi e misure oneste.
Nella Bibbia troviamo un importante esempio di economia.
Ha a che fare con l’anno sabatico, cioè con la cancellazione dei debiti. Malgrado questo sia un comandamento della Torah, la realtà è che quando le circostanze economiche diventano difficili, non tutti sono in grado di vivere secondo questi ideali elevati: il ricco semplicemente rifiuta di prestare denaro al povero nell’imminenza dell’anno sabatico, mosso dal timore di non riaverlo indietro.
Come conseguenza di ciò Hillel il Vecchio giunse alla conclusione che era necessaria un’azione drastica, ed istituì la pratica del pruzbul.

Hillel comprese che, nella pratica, dall’osservanza delle leggi che impongono la cancellazione di tutti i debiti, accadeva che i meno abbienti fossero privati completamente della possibilità di ricevere prestiti, così che si venivano a trovare, in quel periodo, in condizioni assai peggiori di quelle in cui sarebbero stati senza la protezione dell’anno sabatico.

lunedì 14 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/10


10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza
2Tess.3:10 "E invero quando eravamo con voi, vi comandavamo questo: che se alcuno non vuol lavorare, neppure deve mangiare".
1Tess.4:10-12 "Ma vi esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete, di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato di fare, onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno".
Perché questo è importante?
Quando si crea dipendenza nelle persone, le si mette in una situazione dove esse non usano le loro capacità e i loro talenti, e sono costrette ad essere un salasso per gli altri.
Se ci sono emergenze o situazioni insolite come orfani, vedove, o calamità naturali, allora è necessario e fondamentale aiutare in tutti i modi possibili.

Ma, se si permette a qualcuno di essere pigro in modo che ottenga tutto gratis, si fa qualcosa contro i principi biblici. Una persona che si rifiuta di lavorare, non deve essere mantenuto da quelli che lavorano diligentemente. 
Dobbiamo pertanto aiutare le persone a diventare indipendenti e autosufficienti, NON devono dipendere da noi e dal nostro denaro.

sabato 5 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Sviluppo umano – stadio primitivo dell’economia – PARASSITARIA

Nell’antichità erano parassitari gli imperi greco e romano, la loro grandezza derivava dai tributi riscossi presso altri popoli e tutto era fondato su un sistema schiavistico.
Il commercio dei prodotti, il traffico degli schiavi, lo sfruttamento da parte degli occupanti i territori conquistati con la forza, erano e sono azioni parassitarie tesi a far morire o rovinare la popolazione per trarre vantaggio del bene di quelle terre.
Godere dei frutti senza aver fatto nulla è dannoso per la vittima che subisce l’azione.
L’uomo deve lavorare per poter vivere, chi non lavora perché non ritiene un dovere prestare la propria opera è un parassita e come tale deve essere trattato.
Poi c’è anche un altro tipo di economia che è quella predatoria; sono persone che saccheggiano o rubano i cittadini pur lasciando proseguire l’attività produttiva (succhiare il sangue degli altri per vivere).
I moderni finanzieri che tengono in pugno alcuni Stati appartengono a questo tipo di predatori.
Gli azionisti delle attuali società per azioni che incassano dividendi senza alcuno sforzo produttivo personale, sono ugualmente predatori; questi furbetti partecipano ai vantaggi, ma senza aiutare nel lavoro che ha prodotto il vantaggio.
Allo stesso modo sono in gran parte predatori i grandi cartelli che con il controllo monopolistico ottengono una quota di benefici molto più che proporzionale al loro contributo lavorativo o non.
Quanto sopra descritto è in totale contrasto con i principi cristiani e che i credenti devono astenersi nel praticare simili azioni.

Sfruttare il prossimo è in netto contrasto con l’amare quello che, per volontà non sua, si trova in una situazione di debolezza  economica.

mercoledì 2 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.


Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
 La condivisione economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di culto.

Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente delle parole.

martedì 1 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura - predatoria.


Altro tipo di economia in natura è la predatoria che trae benefici per se ma non per gli altri.
Chiunque trae beneficio di qualcosa senza che abbia contribuito col proprio lavoro per la produzione è un predatore in quanto mangia senza lavorare.
Questo tipo di economia viene evidenziata nella bibbia, Paolo in una delle sue lettere scrive “chi non lavora non deve neanche mangiare” , quindi, chiunque mangia e non lavora è un predatore ed agisce in dispregio della dottrina cristiana.
Una riflessione sul punto è necessaria ed in particolare nel mondo evangelico o di apparenza cristianità.
E’ da evidenziare che alcuni strumentalizzano la dottrina per nascondere l’atteggiamento predatorio nei confronti dei semplici fedeli della comunità.
L’atteggiamento predatorio provoca malcontento e sfocia in conflitti con le conseguenze spaccature nelle varie chiese.
Mentre da una parte si predica l’amore fraterno, dall’altra c’è l’agire predatorio di qualche furbetto che dietro le quinte lavora per il bene personale e collettivo.
L’autenticità del cristianesimo di trasforma in religiosità e lo spirito della verità lascia il posto alla menzogna.
 La condivisione economica di cui ai primi capitoli degli Atti è lontana da detti ambienti di culto.

Contano di più le azioni che le parole, l’esempio è più convincente delle parole.