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domenica 13 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
"Carissimi, amatevi gli uni gli altri, non a parole, ma con i fatti e nella verità.
venerdì 11 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La
prima regola per aiutare qualcuno è che questi voglia essere
aiutato.
Gesù
questo lo sa benissimo.
Il
dottore della legge, con questo sfoggio di cultura, fa vedere che sa,
che prega..... Gesù gli fa’ i complimenti: “Fai tutto secondo le
regole. Bravo, continua così!” “Ma quegli, volendo
giustificarsi, disse: E chi è il mio prossimo?” Gesù risponde:
“Tu cosa ne dici?”, e il dottore della legge, giustamente, da’
questo doppio precetto “Amare Dio con tutta la tua forza, con tutto
il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e il
prossimo tuo come te stesso.”
Gesù
aggiungerà a questo comandamento, una nota: amerai il prossimo tuo
“come te stesso”.
Ma
tu, ti ami?
L’ottimismo
cristiano nasce da questo: prima di amare gli altri, e fare i buon
Samaritani, comincia a fare il buon Samaritano verso di te, nella
logica di Dio, non nella tua logica che proietta addosso a Dio la tua
insicurezza.
Non
vi amate?
Dio
cosa c’entra?
A
volte ci rendiamo conto di quanto il demonio sia riuscito a lavorare
all’interno del cristianesimo.
San
Paolo diceva: “Non lasciatevi di nuovo gettare addosso il giogo
della Legge....”. Gesù Cristo è la libertà.
La
verità vi farà liberi.
È
la pienezza dell’umanità.
È
la realizzazione dell’uomo.
Dire
che non valiamo niente, ma per niente gli fa’ piacere!
Si
capisce allora perché Gesù gli risponde: “Hai risposto bene, fa’
questo e vivrai...” Notiamo la risposta: ”Fa’ questo e vivrai.”
cioé: Non fare questo e morirai.
Ecco
il peccato: la morte dentro.
Là
dove non c’è amore è la morte dentro.
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mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Il
Carisma cristologico può definirsi così: Se siamo dei VERI
CRISTIANI e non di facciata entriamo nella capacità di amare non
dalla porta della nostra bravura, né da quella della nostra
innocenza; entriamo invece dalla porta del nostro limite e perfino
dei nostri peccati.
Alla
via dell’amore si accede soltanto chinando il capo, non perché
siamo così bravi da possedere perfino la virtù dell’umiltà, ma
perché siamo peccatori bisognosi di perdono fraterno.
Con
il capo chino, possiamo amare come Dio ama: gratuitamente, senza
profanare l’amore con sottintesi vanto personale!
L’uomo
peccatore che si converte diviene capace di amare di quell’amore
evangelico che riempie il cielo di gioia; mentre i novantanove
giusti, pur con la montagna dei loro atti di amore senza chinare il
capo, lasciano il cielo cupo.
«Ama
con i tuoi pregi e difetti».
Sono
pienamente convinta che senza la partecipazione dei difetti,
insuccessi, incongruenze, che di conseguenza richiedono l’umiliazione
di chinare il capo e chiedere perdono, senza il ruolo di tutto
questo, le sole virtù non fruttano il vero amore.
Il
virtuoso non sa amare di quell’amore che sprizza gioia nel grande
cielo di Dio. Chi non è mai caduto negli errori e nelle tentazioni,
non potrà mai amare l’altro mentre è nel crogiolo della
tentazione come se stesso, perché il suo se stesso non conosce
l’amarezza dello stato d’animo dopo la caduta, quando uno si
trova a tu per tu con il suo limite e la sua debolezza.
lunedì 7 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA -
ECONOMIA DELL’IMPRESA
Una
lettrice scrive:
Ho
letto più volte il tuo post, ma non ho capito bene il passaggio che
dice
"può ingenerare violenza".
Sembra
che la violenza dipenda solo dal modo di concepire il lavoro.
Io
penso che la violenza umana sia ben più a monte.
La
violenza può essere scatenata dall'odio, dalla rabbia, dall'invidia,
dalla
frustrazione e da tanti altre cause.
Solo
chi fa un grosso lavoro su di se e si educa alla scuola dell'amore
può
imparare a far emergere il bene sul male.
Quindi
anche chi si trova in condizioni "avvantaggiate" e vive in
comunità che
applicano la regola del Vangelo, non è esente
dall'essere tentato.
Quello
che è interessante è l'avere intorno persone che ti amano,
accettano i
tuoi limiti e che ti fanno vivere l'esperienza del
perdono. Chi è perdonato
impara a perdonare e chi è amato impara ad
amare.
Solo
così penso possa crescere un modo di concepire il lavoro a misura
d'uomo, ma mai dimenticarsi che siamo stati creati col libero
arbitrio.
Grazie
per lo spunto di riflessione che ci hai offerto.
Buona
serata,
--------------
Concordo
con te, ma la mia è una considerazione che riguarda la
conflittualità
salariare nell'ambito del lavoro.
E'
ovvio che la causa scatenante la violenza può avere diversissime
motivazioni.
Potremmo
scrivere dei libri in merito.
Grazie
di cuore per la tua riflessione.
Buona
serata a te.
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mercoledì 2 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
-
Rallegrare Dio è nel cuore che ama, nel cuore puro, umile, mansueto, nel
cuore pieno di Dio, è vita, non si può
esprimerla a parole, "si vive".
Rallegrare
il cuore di Dio ci dona gioia se vissuto con semplicità e chiarezza, si vede
come si vede l'innocenza del bimbo.
Qualche
volta mi è capitato di incontrare delle persone che con la loro vicinanza mi
hanno fatto sentire un senso di pace, di sicurezza, mi hanno dato l'impressione
che tutto sia facile e normale, e allora anche i dolori più grandi, anche la
lotta più dura, perdono la loro difficoltà.
Queste sono
anime piene di amore, anime che hanno scoperto il cuore di Dio, che vivono le
dimensioni dell'amore del Cristo, e, davanti a Lui, trovano tutto il resto di
una importanza secondaria.
Perché ciò
che veramente importa deve essere qualcosa che non abbia fine, qualche cosa sul
quale si possa veramente contare, sempre.
Solo su Dio
possiamo contare, sul suo Amore, sulla sua misericordia, sulla sua bontà; la
gioia deve essere pienezza di vita e solo Dio può dare la pienezza di vita e
solo Dio dunque dà la gioia.
E'
necessario scoprirlo Dio, sono molti i
modi di farlo, molte le occasioni, ma è sempre dal di dentro, nel nostro cuore;
solo lì possiamo veramente scoprirlo fino in fondo, anche se i motivi esterni
possono essere tanti, che però partono sempre da questa riflessione intima.
Può essere una malattia che ci fa scoprire
quanto siamo poca cosa e quanto poco ci voglia a lasciare tutto.., può essere
uno stato di povertà improvvisa, la mancanza delle cose più elementari senza
cui si pensava di dover poter vivere; invece si scopre che sono molto meno gli
intralci e ci si può incamminare più spediti verso Dio, verso L'Amore, verso
l'umanità.
Può essere
un lavoro pesante, il non sentirsi
compresi, valorizzati, può essere la solitudine, la monotonia delle giornate
tutte uguali.
Però ad un
certo punto, per grazia di Dio, si vive tutto per amor suo, si accetta come
dono di redenzione col Cristo e ci si scopre ricchi, immersi fino in fondo a
questo mistero dell'Incarnazione che non è altro che Amore e allora ogni pena
diventa gioia e non potrebbe essere diversamente.
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA
DIFFUSIONE.
Una Missione Cristiana
Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare
le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei
provvedimenti.
Tu
cosa pensi di ciò?
-------------------
Alcune risposte:
Ahahah
Fai cio che dio ti mette in
cuore;
-----------------
che è una bufala bella e
buona dtb
----------------
Continua .... Il nemico ci
attacca solo perché gli diamo fastidio tu persevera .... Dio ti benedica.
Ieri sera c'è stato un messaggio
potente a capaci con il fratello Gabriele ... Il messaggio è stato su Giovanni
la voce che grida nel deserto ..... E alla fine non fu amato ma gli fu tagliata
la testa ... Se fossero dei nostri non ti punterebbero il dito .... Dio è amore
---------------------
Continua a invitare. DTBG - Pace
di CRISTO
---------------------
continua su questa via,
queste persone si devono ravvedere
--------------------
Io predico il Vangelo come Gesù mi ha comandato.
Dio ci ha lasciati liberi di
credere in Lui o non credere non vedo perché io che se amo Dio e mi piacerebbe
che tutti lo amassero ma non posso pretendere dagli altri più di Dio.
----------------------
Come in ogni cosa bisogna
imparare da Gesù.....Lui dice (imparate da me...io ti consiglio, Gesù bussa, perché
è educato, seppure è il padrone,) quindi per ogni cosa bisogna usare
delicatezza e rispetto.
----------------------
Chiediamo a Dio ogni cosa.
Se uno non vuole trovare il
tuo blog può rimuoverti dagli amici, non credo ci siano problemi a me molti mi
hanno tolto, non credenti perché li disturbava i post sulla Parola di Dio
Se è lo Spirito Santo a
guidarti vai avanti...e ascolta solo Dio
---------------------
Io dico fai quello che è
più giusto, un abbraccio.
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Pace a tutti, questo appello
si rivolge a coloro che credono nelle promesse di Dio.
Ci sono molte famiglie che
aspettano risposte concrete da noi figli di Dio.
Non pensiamo di amare solo
le 4 mura o la nostra famiglia.
Il Signore dice di dare la
propria vita per gli altri, se volete aiutare concretamente qualcuno
contattatemi su facebook, e non raccontate le barzellette, che ho avuto una
grande fregatura...benedizioni.
Facciamo le famiglie
spirituali: che il mio problema sia il tuo.
sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Un'assistente
sociale si è data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è
andata a lavorare anche con l'influenza.
Era
stimatissima da tutti e lei aveva tempo per tutti.
Adesso però
sta male ogni mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non
può più vedere nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo
di riposo.
Si sente
fallita, si chiede se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le
colleghe e le persone?
E non è
forse proprio questo il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data
agli altri, non è che era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che
aiutava proprio tutti ma non sé?
Che aveva
occhi per tutti ma non per sé?
Non è che ci
sia Dio dietro a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi
non si ama non può amare gli altri.
Era
disponibilità o bisogno di essere approvati e stimati?
Un papà
scopre che suo figlio "si fa le canne": si sente fallito come
genitore, sente d'aver sbagliato tutto.
Era così
orgoglioso di quel figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era
forse proprio questo il punto?
Non è che
voleva un figlio secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non
accettava, invece, quello che il figlio era?
E' proprio
Dio che gli parla in questo fallimento.
Forse mio
figlio lo devo amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad
un certo punto cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia
familiare.
Tutto
sembrava andare così bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava
tutto così bello!
E non era,
forse, proprio questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà,
ci si nascondeva le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio
Dio che le parla in questo fallimento.
Forse c'è da
imparare a non nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
L'uomo nella parola di Dio (
la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo
scegliere il bene, non sceglie il bene ma il male
L'uomo che ama Dio ed è
fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane,
tratta le cose e le persone come creature di Dio perché il suo unico scopo è
piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è
perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio.
Senza Cristo che regna nei
nostri cuori non c'è speranza che l'uomo possa fare qualcosa di buono per se
stesso e per il prossimo.
Noi cristiani sappiamo dove
sta andando l'umanità, sempre di più si sta avvicinando a precipitare in un
baratro.
Ma l'uomo non vi bada e non
si sottomette a Dio perché pensa di essere troppo intelligente per pensare a
Dio.
La generosità verso il
prossimo c’è stata ordinata da Dio e fa parte della condivisione con chi è nel
bisogno.
E nessuno pensi di
impoverirsi donando del suo, perché l'ubbidienza ai comandamenti divini portano
sempre alla prosperità.
"A motivo di questo, il
Signore, il tuo Dio, ti benedirà in ogni
opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano"(Deuteronomio 15/10)
"Tu farai dei prestiti
a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito, dominerai su molte nazioni
ed esse non domineranno su di te". (Deuteronomio 15/6 )
Chi pensa solo a se stesso,
chi si serve delle difficoltà altrui per trarne vantaggio e chi cerca di
approfittare delle debolezze o incompetenze di altri trasgredisce gli
insegnamenti della parola di Dio
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venerdì 27 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
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CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE. (GUERRE=EGOISMO)
UN LETTORE SCRIVE:
Carissimo Condivisione Prossimo, ho pregato tanto Gesù
di farmi trovare un vero Fratello che aiutasse le persone in difficoltà,
sia i bravi giovani e sia gli anziani
che vanno in cerca disperatamente di un lavoro che consenta loro di vivere una
vita dignitosa e Lui mi ha esaudito.
Sono felicissimo di collaborare con Te e con tutti
quelli come Te il cui scopo e fine è quello realizzare il Regno di Dio su
questo meraviglioso pianeta che è la
Terra e in un futuro anche sull’intero Universo (splendida creazione di Dio nostro Padre).
Per Regno di Dio io intendo la trasformazione di
questa “ ingiusta società” (società dove
la gente per la disperazione di non
trovare o di avere perso il posto di lavoro
che consentirebbe o consentiva
loro una vita dignitosa si suicida) in quella “ giusta Società” dove
l’uomo possa vivere felice insieme agli
altri lavorando tutti assieme per il benessere di tutti, rispettandosi e amandosi l’un l’altro come Gesù nostro
Padre ci ha amato e ci ha lasciato come Suo unico (nel senso che assorbe e
contiene tutti gli altri) Comandamento in quanto ” l’amore” è fonte di Vita.
Fraternamente.
Romualdo Magno
domenica 4 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
Un'assistente sociale si è
data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è andata a
lavorare anche con l'influenza.
Era stimatissima da tutti e
lei aveva tempo per tutti.
Adesso però sta male ogni
mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non può più vedere
nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo di riposo.
Si sente fallita, si chiede
se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le colleghe e le
persone?
E non è forse proprio questo
il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data agli altri, non è che
era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che aiutava proprio
tutti ma non sé?
Che aveva occhi per tutti ma
non per sé?
Non è che ci sia Dio dietro
a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi non si ama non può
amare gli altri.
Era disponibilità o bisogno
di essere approvati e stimati?
Un papà scopre che suo
figlio "si fa le canne": si sente fallito come genitore, sente d'aver
sbagliato tutto.
Era così orgoglioso di quel
figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era forse proprio
questo il punto?
Non è che voleva un figlio
secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non accettava, invece, quello
che il figlio era?
E' proprio Dio che gli parla
in questo fallimento.
Forse mio figlio lo devo
amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad un certo punto
cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia familiare.
Tutto sembrava andare così
bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava tutto così bello!
E non era, forse, proprio
questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà, ci si nascondeva
le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio Dio che le parla
in questo fallimento.
Forse c'è da imparare a non
nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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venerdì 2 maggio 2014
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Povertà e condivisione/2
Se vogliamo usare
un’espressione evangelica, la povertà in rapporto ai beni è convivialità, dove
il termine indica tanto la comunione con le persone quanto la compartecipazione
delle cose.
Pensiamo al modello della
comunità cristiana primitiva, così come ci è descritta negli Atti: vivevano
nella comunione fraterna, mettevano in comune i loro beni, spezzavano insieme il
pane.
Non è casuale che Gesù abbia
istituito l’eucarestia sotto la forma del banchetto, perché umanamente parlando
non c’è nulla meglio del banchetto che esprima bene la comunione tra le persone
nella condivisione delle cose; infatti tutto ciò che è posto sulla mensa è da
distribuire tra tutti, non è proprietà esclusiva di nessuno.
La convivialità eucaristica
diventa vera se è espressione di una convivialità vissuta nel quotidiano
attraverso la realizzazione della condivisione fraterna e della comunione dei
beni; a sua volta poi la comunione eucaristica stimola la comunità cristiana ad
andare sempre di più nella direzione della realizzazione di forme di comunione
con le persone e di condivisione delle cose.
Il senso profondo della
povertà nel rapporto con i beni è quello della convivialità finalizzata alla
crescita della comunione.
Fiorella Patriarca
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Pace a tutti, questo appello
si rivolge a coloro che credono nelle promesse di Dio.
Ci sono molte famiglie che
aspettano risposte concrete da noi figli di Dio.
Non pensiamo di amare solo
le 4 mura o la nostra famiglia.
Il Signore dice di dare la
propria vita per gli altri, se volete aiutare concretamente qualcuno
contattatemi su facebook, e non raccontate le barzellette, che ho avuto una
grande fregatura...benedizioni.
Facciamo le famiglie
spirituali: che il mio problema sia il tuo.
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venerdì 18 aprile 2014
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA DI SERVIZIO:
Se facciamo tesoro dei
principi biblici nell’economia, locale e domestica, vediamo che questi ci
proiettano verso un contesto di servizio ove i diritti personali sono sostituiti
dai doveri tesi a regolare la nostra vita cristiana; il cristianesimo è anche
scelta di vita con una visione altruistica tenendo costantemente presente i bisogni
del prossimo, sia materiali che spirituali.
Possiamo dichiararci
cristiani se sentiamo come nostri i bisogni altrui più che i nostri, se abbiamo
doti creative e sublimiamo il nostro senso materno o paterno nella protezione
degli indifesi e dei solitari, accettando come nostra l’intera famiglia umana,
facendo propria l’affermazione: “Ama il prossimo tuo come te stesso” che troviamo,
più volte, scritta nelle Sacre Scritture.
Quindi dobbiamo agire come
gli scienziati che provarono su di sé gli effetti delle loro ricerche, martiri
il cui sangue ha nutrito il progresso dell’umanità che è un bene collettivo, lo
sviluppo non ci sarebbe potuto essere senza questa visione altruistica di
questo piccolo gruppo di persone.
I veri cristiani devono
appartenere a questo piccolo gruppo di persone che operano secondo i principi biblici.
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