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sabato 18 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
 Di Calogero profeta:  


NON BISOGNA PORRE LIMITE ALLE RISORSE.
Sin dalla creazione della Terra si può dire che siano state poste su di essa delle risorse necessarie per la sopravvivenza degli animali, degli uomini e di ogni forma vivente.
Parte di queste risorse sono state utilizzate per costruire armi (ferro, rame, alluminio…), altre per costruire degli utensili e dei suppellettili, usati nella vita domestica(zappe, aratri, pentole, posate…); altre ancora, per realizzare progetti ed impianti di ogni sorta e che hanno contribuito nel far migliorare le condizioni di vita degli uomini, soprattutto negli ultimi tempi, col progresso scientifico e tecnologico  nel mondo occidentale.
Sembra che le risorse a nostra diposizione non bastino in futuro non molto lontano.
Per questo motivo che le multinazionali e i poteri forti propendono per l’uso dei prodotti geneticamente modificati (OGM), col pretesto di poter porre fine alla fame, nei paesi in via di sviluppo.
Come stanno le cose con l’Economia di Dio, alla luce delle Sacre Scritture (contenute nella Bibbia)?
LE RISORSE LE HA CREATE DIO.
L’uomo non ha creato nulla prima che fosse posto nell'Eden.
E’ stato fatto a immagine di Dio, l'uomo ha la facoltà di creare cose usando le risorse che ha a disposizione, ma non può creare dal nulla.
E’ soltanto Dio il Creatore e Formatore di tutte le cose che esistono.
Egli le ha create mediante il verbo, ovvero, con la la Parola ed è capace di continuare a crearle, essendo lo stesso ieri, oggi ed in eterno.
L’UOMO E’ RESPONSABILE DELLA GESTIONE DELLE RISORSE
Non si devono dissipare le risorse che sono rimaste a disposizione dell’uomo: sono preziose, necessarie, vitali.
Il consumismo sfrenato induce gli uomini (occidentali) a depauperare e ridurre sempre più le riserve che rimangono ancora, e non si sa per quanto tempo, ma i credenti cristiani dovrebbero sentire il bisogno di gestirle in maniera appropriata, sobria, equilibrata, virtuosa.
LE RISORSE VANNO CONDIVISE E RAZZIONALIZZATE
Non è giusto che ad avvalersi delle risorse siano in pochi e la gran parte degli individui debba patire la fame, la sete, il freddo, il caldo, gli orrori della guerra e le conseguenze che ne derivano.
Alla fine dobbiamo ritornare nella polvere e rendere conto a Dio di ciò che pensiamo e come operiamo. Faremo la stessa fine del “ricco” e di “Lazzaro” se si continua ad essere egoisti e non si condivide tutto ciò che si ha.
LE RISORSE NON MANCHERANNO MAI AI CREDENTI
E’ sempre stato così: ai giusti e ai cosi detti credenti non è mai mancato il necessario per la sopravvivenza. “I pensieri dell’uomo diligente producono di certo abbondanza; ma l’uomo disavveduto, cade senza fallo in necessità”( Proverbi 21:25). “Io sono stato fanciullo e sono anche diventato vecchio, e non ho visto il giusto abbandonato, né la sua progenie accattare il pane”( Salmo 37: 25).
Nel corso dei secoli e dei millenni, sempre si sono presentati i momenti di distretta e di persecuzione e nondimeno i giusti ed i “santi”, sono stati soccorsi, nutriti, consolati, aiutati liberati dalla potente mano di Dio.
Si pensi alla vedova che era in attesa di morire prima che fosse stata avvicinata dal profeta Elia: lei era rimasta con un po’ di farina per fare una focaccia e mangiarla assieme al figlio.
Intervenne il profeta Elia e per la sua parola l’olio continuò ad uscire dall’orciolo per molto tempo senza mai esaurirsi.
Non si dimentichi come venne nutrito il medesimo profeta quando si ritrovò da solo nel deserto: i corvi gli portarono per cibo della carne.
Ci si soffermi nel pensare come Gesù abbia potuto da cinque pani e due pesci sfamare più di 4000 persone… Le risorse non mancheranno mai ai credenti!


giovedì 4 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
L’UOMO DEVE LAVORARE E CURARE LA NATURA CHE E’ UN BENE COMUNE.

GENESI 2:15, L'Eterno Iddio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino d'Eden perché lo lavorasse 
lo custodisse.
Fin dalla creazione l'uomo doveva lavorare e custodire la natura; il lavoro quale mezzo di sostentamento per 
la propria vita.
Il lavoro deve essere la costante per l'uomo, chi non lavora non deve neanche mangiare.
Deve essere anche curare e custodire il giardino per goderne dei frutti il per il benessere collettivo.
Anche la nostra Costituzione pone il lavoro alla base della vita dell'individuo.
Alcuni pseudo teologi, invece, teorizzano tutto per battere cassa e non si preoccupano del lavoro per se e 
per gli altri.
IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CRISTIANA - CONDIVISA SI BASA SUL LAVORO E SI FA 
CARICO PERCHE' TUTTI POSSANO LAVORARE ED AVERE UNA EQUA RICOMPENSA.

martedì 5 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE 

SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI 

NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:


RIFLESSIONI: Quali sono le relazioni tra socialismo, capitalismo, ed economia biblica? 

Ci sono almeno cinque assiomi di base della teoria economica biblica da cui molte implicazioni di politica economica possono essere dedotte.1) Partecipazione al processo creativoIl primo assioma della teoria economica biblica è che l’uomo è stato creato a immagine di Dio.Nel giudaismo, questa affermazione viene interpretata nel senso che Dio è il creatore del mondo, e che l’uomo è un collaboratore di Dio.In altre parole, tutto ciò che è stato creato durante i primi sei giorni necessita ancora di lavoro.Dio ha dato all'uomo un mondo da curare, conservare, da lavorare, da far produrre, ecc.Dio mette la terra e il grano, ma è l’uomo che fa il pane.Il lavoro, l'attività creativa e l’innovazione sono le vie attraverso le quali l'immagine divina si esprime.Privare l’umanità del lavoro significa degradare l’essere umano e privarlo della sua immagine divina.2) Protezione della proprietà privataIl secondo assioma della teoria economica biblica è che il diritto della proprietà privata è essenziale e deve essere protetto.L'uomo potrà dominare il mondo materiale e portarvi innovazione solo se c’è la possibilità di appropriarsi dei frutti del proprio lavoro.Per motivare l'uomo a compiere il comandamento di rendere soggetta la terra (Gen.1:28), il riconoscimento della proprietà privata è essenziale.Due dei dieci comandamenti riguardano direttamente la tutela della proprietà privata: "non rubare" e "non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".Il divieto di rubare include anche le pratiche commerciali fatte con inganno, come l'uso di falsi pesi e misure.La punizione per la violazione di questi comandamenti dimostra l'importanza data alla proprietà privata nella Bibbia.Argentino Quintavalle

venerdì 1 agosto 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAUn/una lettore/lettrice scrive:



Cambierei due cose. 

1. Le parole "economia" e "condivisa", sono due concetti estranei all' uomo.
Se uno non è un ragioniere, la parola "economia" è come guardare la tinta ad asciugare, così alla stragrande maggioranza di troll di siti e fb, non darebbero uno sguardo.
Anche la parola "condivisa", è un concetto estraneo per l'uomo naturale, e al meglio, fastidioso per il credente.
Le altre parole che usi per descrivere il blog, tipo "miseria", "povertà", "ricchezza" e "lusso", creano così tanto mallessere mentale, solo legendo le prime due, così affiancate alle secondo, la mente e la coscienza umana va in blocco.
Risultato, stare alla larga da questo blog.
Se posso, ti consiglierei di tenere l'obbiettivo com'è, cioè le parole veritiere appena discusse, ma di cambiare l'approccio al soggetto. 

Mi spiego.
Il blog va bene così, ma attira il lettore e scrittore non in una maniera così diretta.
Invece di condivisione prossima, o bene comune, aganciati a promozione tipo del FT, o a chi si trova già a parlare del sogetto però proponendolo in una maniera che attira il lettore.
Prova a fare un giro sulle pagine di Financial Times, Bloomberg, Business and Markets, e copia la metodologia di presentazione loro, che devono gà vendere un soggetto ed idee difficili di per se. Io magari lo chiamerei tipo Tesoro perduto, o, perle nascoste... non so se ho reso l'idea.
Questo è solo la mia opinione fratello, così spero che non ti ho offeso, il contenuto e lo spirito, ed il soggetto sono giustissimi, devi trasformare la presentazione e"l'addescamento" o la vendita per modo di dire...
Benedizioni fratello, e fammi sapere  cosa ne pensi.
-----------------------
Caro fratello, spero mi scuserai se non la penso come te. Innanzitutto non ho ben inteso la frase in cui scrivi "condivisione è un concetto estraneo all'uomo naturale, tu sai anche di uomo artificiale?
Continuo con dirti che non è affatto vero che i termini "economia e condivisione" sono estranei all'uomo.
ll termine economia è usato da tutti in senso lato, addirittura possso aggiungere che ogni famiglia ogni giorno, ogni mese deve fare i conti con l'economia, e la parola condivisione dovrebbe essere alla base di ogni famiglia e di ogni vero cristiano.
Le parole che meglio illustrano il contenuto del blog, sono x me tutte essatte.
Perchè miseria e povertà sono proprio contrapposte al lusso e alla richezza a causa di un'economia egoista e non condivisa.
Ti chiedo pertanto di rivisitare il blog e fare un commento più costruttivo, grazie.
katya venga

martedì 29 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:


Esseni - Stretta osservanza_01
Gli Esseni conducevano un’aspra guerra di polemica contro i loro rivali, i Farisei.
La setta di Qumran deplorava quello che essi consideravano essere il lassismo dei Farisei, e parlano di loro come i «dispensatori di lisce interpretazioni» e denunciavano la loro partecipazione alla vita pubblica.
Gli Esseni erano noti per la loro stretta osservanza della Torah, in particolare dei comandamenti relativi a tutti gli aspetti della purezza rituale. 7
I membri della comunità facevano giornalmente uso del mikve (bagno d’immersione rituale), ed era risaputo che andavano in giro con una piccola pala per seppellire i loro escrementi.
Gli uomini di Qumran erano molto severi nel rispetto delle leggi riguardo il Sabato.
Filone, che ammirava gli Esseni, ha scritto che i membri della setta venivano rispettati per la loro integrità.
Egli ha scritto che la setta era motivata da tre ideali: l’amore di Dio, l’amore della virtù e l’amore dell’uomo.
Tale dedizione alla Torah era senza dubbio ispirata dalla teologia della comunità.
Gli Esseni credevano che essi fossero stati scelti per elezione Divina e che erano i soli ai quali Dio aveva conferito lo Spirito Santo.
Ogni uomo, secondo gli Esseni, era stato predestinato ad essere o un «figlio della luce» o un «figlio delle tenebre». Essi erano anche convinti che Dio controllava il destino degli uomini per mezzo delle stelle, e osservavano il cielo per conoscere la volontà di Dio.
Secondo Giuseppe essi credevano che tutto fosse stato predestinato da Dio.


domenica 27 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/35.



3) L'accumulo di ricchezza
Il terzo assioma della teoria economica biblica è che l'accumulo della ricchezza è una virtù, non un vizio.
L'uomo, che deve partecipare al processo creativo, non dovrebbe essere demotivato da una protezione inadeguata della proprietà privata, ed è benedetto quando il risultato del lavoro onesto risulta in ricchezza.
La Torah descrive in grande dettaglio le ricchezze dei patriarchi, Abrahamo, Isacco e Giacobbe.
La ricchezza, accumulata onestamente, è una benedizione di Dio.
4) Assistenza ai bisognosi
Il quarto assioma della teoria economica biblica è l'obbligo di provvedere ai bisognosi attraverso la beneficenza – la Tzedakah (letteralmente giustizia).
"Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno dei tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà, non indurirai il cuore tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità per la quale si trova" (Deut.15:7,8).
Il compito dell'uomo nel mondo non è solo quello di lavorare, creare, innovare, produrre ricchezza, ma anche di prendersi cura di chi è nel bisogno.


mercoledì 23 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/57.



Per facilitare gli scambi commerciali e le inerenti limitazioni del baratto, l’uomo necessitava una merce di scambio che fosse molto dinamica e che avesse una forte credibilità.
Il denaro rappresentò la prima vera risposta a questa necessità umana.
Il denaro, altro non era che un simbolo usato come unità di misura di una certa quantità di valore.
In Europa la proprietà utilizzata come valore fu l’oro e in parte l’argento e il bronzo, perché il loro possesso era da tutti accettato, per convenzione, come ricchezza.
In passato il signore (ossia il nobile di turno) aveva la prerogativa di battere moneta e quindi di coniarla e metterla in circolazione.
Il signore era solito esercitare un aggio, ovvero una tassa sul conio del denaro, corrispondente alla differenza tra la spesa di conio e il valore facciale della moneta.
Un esempio pratico potrebbe essere che il signore per coniare una moneta, necessitava 10 grammi di oro.
In realtà ne utilizzava 9 più uno di metallo non nobile. 

S’incamerava quindi un grammo di oro su ogni moneta da lui coniata.
Questa rendita monetaria (al tempo ancora modica nelle proporzioni) era chiamata signoraggio.


domenica 13 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA – NON VIOLENTA
PREVENIRE I CONFLITTI SOCIALI, NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.
UNA LETTRICE SCRIVE:



Una delle tante domande è: quale è l’origine del conflitto? 

Le cause che l’hanno determinato quali sono?
Spesso, non sempre, la causa trae origine dal fattore economico e quindi dall’egoismo dell’uomo che mira a sottrarre al prossimo qualcosa con la prepotenza o con l’inganno.
Quando parliamo di economia parassitaria e di economia predatoria dimentichiamo che queste economie hanno
intrinsecamente una potenziale conflittualità.
Come prevenire la potenziale guerra?
-----------------
Il rimedio c’è, passare dalle economie parassitarie o predatorie ad economie di servizio che è l’economia della condivisione secondo i principi biblici.


sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Riflessione sulla grande cena:
Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù.?
Come vivere questa Parola?
Di fronte a frasi del genere si è tentati di accantonarle subito, quasi si trattasse di iperboli da non prendersi alla lettera: chi può mai pensare di raggiungere la statura di Cristo o di diventare perfetti come il Padre?
E si finisce col leggerle senza lasciarsene provocare.
Invece è proprio qui il cuore della vita cristiana.
La nostra vocazione è vivere Cristo?, raggiungere la sua statura.
Certo, ciascuno secondo la propria specifica chiamata.
Ma la meta resta quella e le esigenze di fondo rimangono invariate: alimentare in noi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il suo rendersi solidale, fratello di ogni uomo, abbracciando la condizione umana fino alle estreme conseguenze, senza cercare esenzioni e privilegi, senza vantare diritti e alimentare in sé sentimenti di superiorità.
Un atteggiamento di umiltà, quindi, strettamente correlato alla carità e finalizzato alla comunione.
E siamo al cuore, non solo dell'essere cristiano, ma dello stesso essere uomo nel senso pieno del termine.
Un cammino di progressivo spogliamento da tutte le sovrastrutture dietro cui si nascondo il nostro io più vero, per riscoprire la nostra identità, ritrovare il gusto e il senso dell'andare verso l'altro, non più visto come concorrente, bensì come luogo di un reciproco e gioioso completamento.

Oggi, nella preghiera, ho chiesto al Signore di purificare il mio cuore, liberandolo dalla tentazione di sentirmi superiore agli altri.

giovedì 10 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

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CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Il deserto è il luogo dove non c’è alcun posto alla cui ombra rifugiarsi quando il sole brucia; né alcun muro dietro cui ripararsi se il vento imperversa.
Nel deserto l’uomo ha solo se stesso, le sue energie, le poche scorte che può portare con sé; porta con sé soltanto il suo limite e non può andare qua e là spadroneggiando.
Può resistere soltanto traendo fuori dal limite del suo sé le energie per resistere. Non può prendere nulla in prestito.
Nel deserto l’uomo sperimenta che il suo limite è la dimora della sua forza.
Nel deserto l’uomo è limite e forza assieme.
Chi ama conoscendo solo la sua forza, ama dall’alto verso il basso, giudicando.
Chi ama conoscendo solo il suo limite, ama dal basso verso l’alto, con la brama e la scontentezza nel cuore.
Chi ama conoscendo la sua forza nel suo limite e il suo limite nella sua forza, ama conciliato con se stesso.
Così può amare l’altro come se stesso.
Può amare l’altro reale, e non la sua aspettativa sull’altro.
Può amare l’altro reale; e non l’altro come la sua mente lo idealizza, o come il suo pessimismo lo squalifica.
L’amore non ricerca un raggiungimento privato, o un merito personale.
L’amore non è uno strumento per raggiungere o far raggiungere Dio; ma è la qualità di Dio in noi.
«Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi» (I Gv 4,12). Dove c’è amore, c’è Dio nella sua perfezione.
Gesù riversa sulla legge universale dell’amore questa disposizione ad amare senza aggiungere alcuna altra ragione all’amore, se non la riconoscenza che è Dio che ama in noi.
Come un frutto maturato perfettamente non necessita di alcun altro sapore aggiunto!
Ugualmente l’amore vero non subisce ostacoli, perché, come uno ama, anche fosse il più grande peccatore, l’amore libera immediatamente la qualità più intima della sua persona che direttamente comunica con Dio.



mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Una lettrice scrive:



Il Carisma cristologico può definirsi così: Se siamo dei VERI CRISTIANI e non di facciata entriamo nella capacità di amare non dalla porta della nostra bravura, né da quella della nostra innocenza; entriamo invece dalla porta del nostro limite e perfino dei nostri peccati.
Alla via dell’amore si accede soltanto chinando il capo, non perché siamo così bravi da possedere perfino la virtù dell’umiltà, ma perché siamo peccatori bisognosi di perdono fraterno.
Con il capo chino, possiamo amare come Dio ama: gratuitamente, senza profanare l’amore con sottintesi vanto personale!
L’uomo peccatore che si converte diviene capace di amare di quell’amore evangelico che riempie il cielo di gioia; mentre i novantanove giusti, pur con la montagna dei loro atti di amore senza chinare il capo, lasciano il cielo cupo.
«Ama con i tuoi pregi e difetti».
Sono pienamente convinta che senza la partecipazione dei difetti, insuccessi, incongruenze, che di conseguenza richiedono l’umiliazione di chinare il capo e chiedere perdono, senza il ruolo di tutto questo, le sole virtù non fruttano il vero amore.

Il virtuoso non sa amare di quell’amore che sprizza gioia nel grande cielo di Dio. Chi non è mai caduto negli errori e nelle tentazioni, non potrà mai amare l’altro mentre è nel crogiolo della tentazione come se stesso, perché il suo se stesso non conosce l’amarezza dello stato d’animo dopo la caduta, quando uno si trova a tu per tu con il suo limite e la sua debolezza. 

martedì 8 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

ECONOMIA DI CONDIVISIONE – DIVERSE ECONOMIE.


IN INATURA E NEL REGNO ANIMALE C’E’ L’ ECONOMIA 

DELLA PERMANEZA CHE DOMINA.




Sorge spontanea una domanda, l’economia della permanenza è 

applicabile anche nell’umana convivenza?


A mio avviso occorre una profonda rivoluzione culturale per poter 

capire ed applicare questo tipo di economia fino a quando l’egoismo 

dell’uomo prevale sullo spirito di servizio verso gli altri.


Fino a quando il dio denaro è il fine ultimo dell’esistenza questo tipo 

di economia avrà poca possibilità di successo.

Eppure solo questo tipo di economia può proiettare l’umanità verso 

la nonviolenza e la pace fra i popoli, ma prima dobbiamo essere noi 

convinti si seguire questa direttiva e raggiungere tale scopo.


In una lettera ai Romani 1:26-27 si legge: “Perciò Iddio li ha 

abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato 

l’uso naturale in quello che è contro natura, e similmente anche i 

maschi , lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati 

nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con 

uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del

 proprio traviamento”
IN GENERALE, LA PERMANENZA DEVE PARTIRE 

DALL’UOMO O DONNA PER POI PENSARE A QUESTO 

TIPO DI ECONOMIA; L’ECONOMIA DELLA CONDIVISONE

 E’ SU QUESTA STRADA.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:




Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leg GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!!
Gesù c’invita ad una scelta tra l’essere orfani di Dio o figli di Dio; la posta in gioco è di scoprire o dimenticare chi siamo.
Essere figli di Dio è essere figlio della Divina Provvidenza, cioè figlio della fede.
La fede è il bisogno di oggi, c’è bisogno di avere un cuore sul quale appoggiare la propria testa.
Fiato, parola da pronunciare ad ogni respiro, battito del cuore, movimento delle labbra e Dio la comprenderà ora come preghiera, atto di fede nel momento del dubbio, atto di speranza nel timore e sempre come atto di amore, leggendo il giornale.
Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra se' pensò "ma tu guarda se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"
L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà!
"Ah!, questo e' troppo" pensò e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.
Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando.................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
LA MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone,

giovedì 3 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Un lettore scrive:

PER UNA NUOVA CIVILTÀ CRISTIANA
Il punto di partenza, oggi, per tracciare una linea di condotta per il cristiano impegnato nel sociale è, evidentemente, l’«ideale», cioè il fine, di organizzare una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.
L’ideale in questo frangente storico, consiste, nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cristiana. Queste tesi sarebbero enunciate in modo insufficiente se non comprendessero una definizione di che cosa intendiamo con “cultura cristiana” e con “civiltà cristiana”. Sappiamo che i termini “civiltà” e “cultura” sono usati in molti significati diversi. 
Chiaramente non pretendiamo, in questa sede, di prender posizione su una questione di terminologia e ci limitiamo a usare questi vocaboli come etichette di precisione relativa per indicare certe realtà, più preoccupati di dare un’idea vera di queste realtà che di discutere sulle parole.
Un’anima in stato di grazia è, in grado maggiore o minore, in possesso di tutte le virtù. Illuminata dalla fede, dispone degli elementi per formarsi l’unica visione vera del mondo.
L’elemento fondamentale della cultura cristiana è la visione del mondo elaborata secondo la dottrina del Vangelo. 
Questa cultura comprende non solo l’istruzione, che è il possesso dei dati d’informazione necessari a una tale elaborazione, ma un’analisi e un coordinamento di questi dati secondo la dottrina cristiana. 
Essa non si limita al campo teologico o filosofico o scientifico, ma abbraccia tutto il sapere umano, si riflette nell’arte e implica l’affermazione di valori che impregnano tutti gli aspetti dell’esierestenza.
Civiltà cristiana è l’ordinamento di tutte le relazioni umane, di tutte le istituzioni umane, e dello stesso Stato, secondo la dottrina del Vangelo. 
Il mondo moderno è un mondo in cui la civiltà inesorabilmente, ora anche con marcia spedita, si sta allontanando dalle sue radici cristiane. 
Da qui deriva per il laico cristiano l’arduo compito di riportare tutto a Cristo: relazioni, cultura, leggi, istituzioni.

Achille Suoranna

mercoledì 2 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI-MASSIMA DIFFUSIONE.


Una Missione Cristiana Evangelica Risveglio mi ha scritto dicendo che non devo insistere nell'invitare le persone a visitare il blog. altrimenti è costretta a prendere dei provvedimenti.
Tu cosa pensi di ciò?               
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Alcune risposte:
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Grazie carissimo Sebastiano, dobbiamo andare avanti insieme e non dobbiamo mai dimenticare che il primo insegnamento di Gesù è la condivisione di ciò che si ha tutto il resto vedrai che verrà da solo.
Il nostro Faro e Porto sicuro è Gesù e dobbiamo fare di tutto per fare conoscere a tutti il Suo vero volto che è solo ed esclusivamente "Amore" per il bene e la felicità dell'uomo e dell'intero creato.
Con immensa stime affetto.
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Non mi interessa cosa dicono.
Non posso mettermi contro dei pastori, hanno autorità per dirlo.
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Vai avanti
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Grazie per esortazione avanti, continua cosi.
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Mamma mia quanti commenti....devi andare avanti, chi è sulla strada giusta è sempre bersagliato, non lo sapevi?
Dice giusto la persona dell'ultimo commento che la nostra vera Luce è Gesù e bisogna far conoscere a tutti il suo messaggio, quello della nostra salvezza!
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Penso che ognuno di noi serve Dio nella maniera che riesce meglio nella propria vita.
Se tu vedi nel tuo operato che il Signore benedice tutto quello che fai, vai avanti, se qualcuno non vuole aderire è libero di farlo.
Per quanto dipende da te, guarda avanti e non temere .
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E' molto incoraggiante sapere che ci siano ancora in giro cristiani coraggiosiiii...lodo Dio per questo.. tenterò di farlo con la mia vita
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Nella misura in cui uno è discreto e cordiale, non ci vedo niente di male. . Agli altri poi la libertà di visitare i blog che desiderano.
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Rispondi  con  parole della  bibbia stessa  rispondi così := Atti 5:29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.
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Anche io penso se DIO ti ha messo nel cuore ciò continua
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Grazie....aiutaci Signore a muoverci per Edificare e non per distruggere... Dio Ti Benedica
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Fare un invito non c’è niente di male, poi spetta all'altro se aderire all'invito o no...in tutta liberta e senza eccessiva pressione...Dio ti benedica...
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Se credi di essere nel giusto vai per la tua strada e continua la tua opera