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martedì 22 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
Non dobbiamo dimenticare le lobby.
In Italia abbiamo: Reti, Cattaneo Zanetto & co., VM Relazioni Istituzionali, Burson-Marsteller, Beretta-Di Lorenzo & partners.
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giovedì 3 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
PER
UNA NUOVA CIVILTÀ CRISTIANA
Il punto di partenza, oggi,
per tracciare una linea di condotta per il cristiano impegnato nel
sociale è, evidentemente, l’«ideale», cioè il fine, di
organizzare una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio.L’ideale in questo frangente storico, consiste, nel restaurare e nel promuovere la cultura e la civiltà cristiana. Queste tesi sarebbero enunciate in modo insufficiente se non comprendessero una definizione di che cosa intendiamo con “cultura cristiana” e con “civiltà cristiana”. Sappiamo che i termini “civiltà” e “cultura” sono usati in molti significati diversi.
Chiaramente non pretendiamo, in questa sede, di prender posizione su una questione di terminologia e ci limitiamo a usare questi vocaboli come etichette di precisione relativa per indicare certe realtà, più preoccupati di dare un’idea vera di queste realtà che di discutere sulle parole.
Un’anima in stato di grazia è, in grado maggiore o minore, in possesso di tutte le virtù. Illuminata dalla fede, dispone degli elementi per formarsi l’unica visione vera del mondo.
L’elemento fondamentale della cultura cristiana è la visione del mondo elaborata secondo la dottrina del Vangelo.
Questa cultura comprende non solo l’istruzione, che è il possesso dei dati d’informazione necessari a una tale elaborazione, ma un’analisi e un coordinamento di questi dati secondo la dottrina cristiana.
Essa non si limita al campo teologico o filosofico o scientifico, ma abbraccia tutto il sapere umano, si riflette nell’arte e implica l’affermazione di valori che impregnano tutti gli aspetti dell’esierestenza.
Civiltà cristiana è l’ordinamento di tutte le relazioni umane, di tutte le istituzioni umane, e dello stesso Stato, secondo la dottrina del Vangelo.
Il mondo moderno è un mondo in cui la civiltà inesorabilmente, ora anche con marcia spedita, si sta allontanando dalle sue radici cristiane.
Da qui deriva per il laico cristiano l’arduo compito di riportare tutto a Cristo: relazioni, cultura, leggi, istituzioni.
Achille Suoranna
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martedì 1 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Povertà e condivisione/1
Quale deve essere oggi, alla
luce del vangelo, il rapporto con i beni economici?
La povertà evangelica non si
esaurisce nel suo aspetto economico e sociale, ma evoca una dimensione più
alta, quella dell’apertura e della fiducia in Dio, cioè la dimensione di fede.
E' necessario partire dalla
rilevanza dell’aspetto socio-economico della povertà; in negativo si potrebbe
dire che la povertà non è rifiuto del possesso dei beni.
Non lo è perché il
cristianesimo non guarda con sospetto ai beni in se stessi, come fossero
qualcosa di cattivo; i beni della terra sono frutto della creazione, sono dono
di Dio all’umanità.
A tutta l’umanità, non solo
a pochi: come diceva S. Ambrogio, se accumuliamo troppi beni e vediamo il
povero in condizioni di miseria, non dobbiamo per gratuita disponibilità
interiore fargli omaggio di ciò che ci avanza, ma semplicemente gli dobbiamo
restituire ciò che gli abbiamo indebitamente sottratto; la terra è di tutti,
non solo dei ricchi.
La povertà non è rifiuto dei
beni economici, che vengono dati da Dio perché l’uomo li sfrutti per soddisfare
attraverso di essi i propri bisogni e le proprie esigenze di crescita.
Non è però neppure possesso,
nel senso esclusivo e totalizzante,
perché il possesso dilatato genera sperperazione ed ingiustizie, dipendenza dalle ricchezze.
Povertà è dunque
partecipazione, condivisione di beni, in quanto è finalizzata alla comunione
tra le persone; i beni sono di tutti, secondo il principio della loro
destinazione universale, che la chiesa richiamava già nel periodo patristico:
ogni volta che ci si appropria di qualche bene della terra bisogna chiedersi
quanto ciò sia giusto non solo rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni,
ma anche nel rispetto dei bisogni di tutti gli altri.
Fiorella Patriarca
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domenica 29 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Le prime comunità cristiane
stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che non
c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano
uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la
sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia
per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto
insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia
gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo
me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti
dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e
quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene
comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?
Maggiore sincerità,
trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di
vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.
sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Un'assistente
sociale si è data tutta agli altri, disponibile sempre e a qualunque ora, è
andata a lavorare anche con l'influenza.
Era
stimatissima da tutti e lei aveva tempo per tutti.
Adesso però
sta male ogni mattina che va al lavoro, ha un autentico rifiuto per tutti, non
può più vedere nessuno: è esaurita e i medici le hanno prescritto un lungo tempo
di riposo.
Si sente
fallita, si chiede se ha sbagliato lavoro e si chiede che cosa penseranno le
colleghe e le persone?
E non è
forse proprio questo il punto: che si definiva proprio dalla disponibilità data
agli altri, non è che era così tutta per gli altri da perdere se stessa?
Non è che
aiutava proprio tutti ma non sé?
Che aveva
occhi per tutti ma non per sé?
Non è che ci
sia Dio dietro a questo fallimento che le sta parlando?
Forse chi
non si ama non può amare gli altri.
Era
disponibilità o bisogno di essere approvati e stimati?
Un papà
scopre che suo figlio "si fa le canne": si sente fallito come
genitore, sente d'aver sbagliato tutto.
Era così
orgoglioso di quel figlio così bravo, così "a posto, per bene".
E non era
forse proprio questo il punto?
Non è che
voleva un figlio secondo i suoi schemi, come lui lo pensava e che non
accettava, invece, quello che il figlio era?
E' proprio
Dio che gli parla in questo fallimento.
Forse mio
figlio lo devo amare per quello che è e non per quello che io vorrei che fosse.
Una donna ad
un certo punto cade in depressione: si rompe l'equilibrio e l'armonia
familiare.
Tutto
sembrava andare così bene, non c'erano problemi, non si litigava, sembrava
tutto così bello!
E non era,
forse, proprio questo il problema: che tutto sembrava bello e che, in realtà,
ci si nascondeva le inevitabili difficoltà e problemi del convivere?
E' proprio
Dio che le parla in questo fallimento.
Forse c'è da
imparare a non nascondere le paure, i problemi e i conflitti.
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mercoledì 30 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Rispondi
Un pensiero.... credo che per uscire da questa crisi occorre rivoluzionare il senso comune che la gente ha del Benessere.
Non è più
necessario che alcuni siano ricchi ...... affinché producano ricchezza anche
per gli altri ... il welfare se applicato produce ricchezza per tutti.
Non è detto che alcuni debbano guadagnare più soldi perché sono più meritevoli ..... più preparati ..... più intelligenti .... più di altri ..... davanti a Dio siamo tutti uguali .... ciò che ci diversifica è l'"ESSERE" ...... ma sappiamo che siamo tutti importanti perché è Dio stesso che ci ha creati.
Un’ entrata monetaria uguale per tutti che sia modulata a secondo del numero dei componenti della famiglia.
Non è detto che alcuni debbano guadagnare più soldi perché sono più meritevoli ..... più preparati ..... più intelligenti .... più di altri ..... davanti a Dio siamo tutti uguali .... ciò che ci diversifica è l'"ESSERE" ...... ma sappiamo che siamo tutti importanti perché è Dio stesso che ci ha creati.
Un’ entrata monetaria uguale per tutti che sia modulata a secondo del numero dei componenti della famiglia.
Un vero stato
Sociale verrà in aiuto alle più varie esigenze dell'individuo (conservare la
salute, progredire negli studi fino a quelli universitari... facilitazioni per
realizzare i propri hobbies).
Un lavoro per
tutti si realizza aiutando gli artigiani a sopravvivere con importanti sgravi
fiscali e politiche di apprendistato completamente a carico dello Stato.
Produrre ciò
che il mercato necessita e seguendo le prioritarie necessità della gente.
Abbassare gli stipendi
altissimi e garantire sussistenza minima agli ultimi sostiene l'economia ed i
consumi.In definitiva eliminare lo "spreco" , l'inutile, ma guardare solo all'essenziale. Vivere di poco ma donare al mondo tutto .... per garantire il futuro dei nostri figli , anche se io non ne ho , non significa che non debba pensare per coloro
martedì 29 aprile 2014
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Una lettrice scrive:
Le prime comunità cristiane
stavano insieme e condividevano ogni cosa.
Gli apostoli asserivano che
non c'era comunità cristiana senza conoscenza e predicazione di Cristo.
Tutti si consideravano
uguali e quindi si scambiavano ogni cosa.
Non bastava ritrovarsi la
sola domenica per reputarsi cristiani ma dovevano essere una comunità-famiglia
per l'intera settimana.
Il mio pensiero?
Il bene comune in quanto
insieme delle condizioni della vita sociale che ci permettono a tutti, sia
gruppi che singoli, di raggiungerla loro personale perfezione pienamente è, secondo
me, fondamentale per vivere serenamente con se stessi e con gli altri.
La religione infatti
dovrebbe aiutare l'uomo a rispondere alle domande fondamentali della sua vita e
quindi serve per collaborare al bene comune.
Infine penso che il bene
comune è necessario soprattutto per la solidarietà verso il prossimo.
Nel piano economico?
Maggiore sincerità,
trasparenza, mettere a disposizione di chi non ha nulla la possibilità di
vivere, no l'economia attuale non rispecchia il vangelo, assolutamente no.
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CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
VANGELO
- ECONOMIA
Evangelicamente,
l'economia deve essere riportata fra le scienze morali e sociali, deve essere
proiettata verso la buona amministrazione della cosa; si deve pensare ad
una economia che sia la servizio del benessere di tutti.
L'economia, secondo i principi biblici, non può essere concepita come scienza
dell'accumulazione, ma deve ripristinare l'etica dello scambio senza mirare al
massimo profitto.
Bisogna privilegiare le attività produttive locali che devono essere, il più
possibile, autogestite ed autocontrollate.L'economia della condivisione deve essere accompagnata
da stili di vita improntati alla semplicità e alla parsimonia per mirare alla stabilità
del benessere di tutti.
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sociale
venerdì 11 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Per ottenere veri
cambiamenti sociali è fondamentale cooperare con l’ordine permanente della
natura.
Allontanarsi dalle sue norme
porta a scompensi sociali.
Purtroppo tutto ruota
attorno al danaro e non alla personalità umana.
L’orientamento è mirare
all’abbondanza della produzione materiale, ma senza radici nella natura umana e
con una pianificazione di breve durata.
Una buona pianificazione
dovrebbe assicurare le condizioni per lo sviluppo degli esseri umani, spesso si
seguono metodi particolari per ottenere risultati ma in contrasto con la legge
della natura e quindi svaniscono facilmente.
Occorre mirare alle
condizioni ambientali adatti alla piena crescita delle facoltà umane; una buona
pianificazione in armonia con la natura per il bene della collettività.
A ogni persona occorre
assicurare cibo, vestiti, casa e opportunità di formazione della mente e del
corpo, un ambiente sano per salvaguardare la salute e facilitare i rapporti
umani anche nel campo economico.
Questi sono gli obiettivi
che si vogliono raggiungere con il progetto dell’economia di condivisione.
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/2.
John Maynard Keynes (1883-1946).
Questo economista era
geniale.
L’importanza di Keynes sta soprattutto in una cosa: fu colui che
prese il meglio di tutta l’economia sociale, quella a favore della gente, la
codificò meglio di chiunque era venuto prima di lui, e cambiò il modo di
pensare della gestione economica di una nazione.
Infatti sconvolse tutti, e fece infuriare in modo inaudito i
nemici dell’economia sociale, i famosi Neoclassici di cui abbiamo parlato nelle
lezioni precedenti.
Se Marx era stato fino a quel momento un muro da abbattere per le
elite finanziarie neoclassiche, Keynes divenne la muraglia cinese da abbattere.
Fu dopo di lui che la battaglia fra economisti pro-Stato e
pro-gente, e quelli anti-Stato e anti-gente si trasformò in una carneficina.
Ancora oggi, se si nomina Keynes alla Bocconi di Milano, noto covo
di Neoclassici, si rischia il linciaggio.
sabato 5 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Economia di servizio:
Esempio tipico: un attivista
sociale che si preoccupa delle problematiche degli altri mettendo in secondo
piano le proprie tematiche, quindi siamo in un contesto altruistico e non
egoistico.
La motivazione è il bene
altrui per la felicità propria e quella degli altri.
Alle volte questa attività
può andare contro il proprio interesse personale.
In questa ottica vengono
focalizzati i propri doveri sena pensare ai diritti che possono sorgere nell’agire
in favore degli altri.
Tutto è basato sull’amore e
sul desiderio di servire senza pensare alla relativa ricompensa.
Detto agire porta alla
nonviolenza e alla pace dei popoli con la conseguenza di passare da una
economia egoistica ad una economia di servizio che genera stabilità del
benessere collettivo.
Il concetto base è:
contribuire senza alcuna considerazione del beneficio che se ne potrebbe
ricavare.
Fra i diversi modelli
economici, quello più indicato per il mondo cristiano è quello di servizio, il
cristiano deve pensare più a servire che essere servito.
Fra i diversi gruppi di
essere umani, comunità o nazioni, ci sono persone che appartengono a vari
modelli economici, ma il credente dovrebbe scegliere l’economia di servizio.
E’ nel modello di una
economia di servizio che può sorgere e praticare la condivisione, gli altri
modelli economici non rispecchiano i principi biblici.
lunedì 31 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
La guerra di tutti contro tutti (Bellum Omnium contro omnes) - il concetto
di filosofia sociale di Thomas Hobbes che descrive lo stato naturale della
società prima di entrare nel "contratto sociale " e la formazione
dello stato.
Per giustificare la sua idea lui usa le immagini di uno
"stato naturale" cosiddetto delle cose, quando tutti gli uomini sono
uguali , e ciascuno guidato da loro bisogni e interessi .
L'uomo è egoista , è dotato di forti passioni, abbia sete di gloria, di
potere, di ricchezza, del godere.
Il principio del suo comportamento è molto semplice : una persona tende a
ottenere i maggiori benefici ed evitare la sofferenza .
La libertà umana: ogni individuo ha il diritto di fare qualsiasi cosa,
anche il diritto di uccidere un'altra persona.
Questo porti a conflitti continui, impossibilità di fornire il bene
pubblico, difficile salvarsi dal male .
Quindi c'è una guerra di tutti contro tutti.
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