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giovedì 11 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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mercoledì 10 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE -CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:
Si tratta solo di un particolare della scena in cui il protagonista afferma di avere scoperto l’erroneità della tesi che il padre dell’economia, Adam Smith (vedi Lezione 1), formulò nel 1776 nell’opera La ricchezza delle nazioni: secondo questa tesi, che rappresenta il fondamento stesso dell’intera teoria economica moderna, il massimo livello di benessere sociale si ottiene quando ciascun individuo persegue egoisticamente il proprio singolo interesse.
Nella scena successiva del film, il decano dell'Università di Princeton, Mr. Herlinger, assiste sbalordito alle dimostrazioni matematiche attraverso cui Nash espone il proprio ragionamento su Adam Smith, dichiarando che con esse più di un secolo e mezzo di teoria economica viene vanificato.
Quello che colpisce un esperto di economia, è il fatto che queste affermazioni trasposte in un contesto cinematografico siano passate inosservate agli occhi di migliaia.
Ci sono delle subdole manovre in atto per ingannare la gente, degli psicopatici che coprono le più alte cariche di potere e che hanno degli ambiziosi progetti di dominio globale.
«La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza»
George Orwell (1984, capitolo 9)
Quello che segue è tratto dal film A Beautiful Mind, interpretato da Russel Crowe e vincitore del premio Oscar nel 2002.
Il film narra la vita del matematico John Nash, al quale nel 1994 è stato assegnato il premio Nobel per l’economia grazie alle sue scoperte intorno alla cosiddetta "Teoria dei giochi": di economisti.
Lo spettatore comune, digiuno di studi economici approfonditi, può non sorprendersi sentendo affermare che Adam Smith era in errore nel teorizzare l'individualismo come panacea di ogni forma di società. Ma a un economista serio non possono sfuggire la portata e le effettive conseguenze della confutazione dell'individualismo e della libera competizione come fondamento della teoria economica.
lunedì 8 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
Una lettrice scrive:
RIFLESSIONI: Principi economici di Dio:1) Dio è il proprietario di tutto, le persone sono custodi e amministratori delle cose di Dio2) Ogni persona ha diritto alla terra (e/o alle risorse naturali)3) Sistema del Giubileo (la terra non può essere venduta in maniera permanente. Ritorna ai suoi proprietari originali dopo 49 anni. Le proprietà nelle città possono essere vendute permanentemente).4) Applicare un interesse è cosa malvagia (specialmente ai poveri o ai parenti)5) Cancellare i debiti ogni 7 anni6) Commerciare onestamente7 ) Pagare stipendi giusti8 ) Applicare tassazione equa9 ) Essere solidali e generosi con i poveri10) Essere indipendenti – non favorire la dipendenza11) Dare decime e offerte1) Dio è il proprietario di ogni cosa, le persone sono custodi e amministratori delle cose di DioSal.24:1 "All’Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti".Sal.50:10 "Perché mie sono tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame che è per i monti a migliaia".Ag.2:8 "Mio è l’argento e mio è l’oro, dice l’Eterno degli eserciti".Gen.1:28 "E Dio li benedisse; e Dio disse loro: Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra".Perché questo è importante? Poiché Dio ha fatto ogni cosa e tutto il mondo gli appartiene. Tutti gli uomini hanno il diritto naturale di possedere almeno una porzione di terra e/o le risorse di Dio. Ciò fornirà loro un mezzo di sostentamento ed essere economicamente autosufficienti. Bisogna anche dare a ogni persona la possibilità di usare i loro talenti e competenze per il loro pieno potenziale. Nella realtà, molti non possono nemmeno andare a scuola anche se possono essere molto intelligenti. In questa maniera i talenti di milioni si sprecano e gli altri non potranno mai beneficiarne.
lunedì 4 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Elimina l' io dalla tua vista
"Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà stimi gli altri superiori a sè stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma quello degli altri" (Filippesi 2:3-4).
Ricordi il versetto che descrive la Parola di Dio come una spada?
Ero trafitto!
Mi avevano diagnosticato la mia malattia: Egoismo!
A causa del piccolo, io nei miei occhi non riuscivo a vedere le mie benedizioni.L'amore è quella motivazione che costruisce le azioni; l'egoismo le sgretola.
Nessuna meraviglia quindi se l'appello dell'Apostolo Paolo
sia così pressante: "Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria" (Filippesi 2:3).
Ma non siamo nati egoisti?
Se è così cosa possiamo fare al riguardo?
Possiamo distogliere gli occhi dall'io?
O, possiamo eliminare quel piccolo, io dai nostri occhi?
Secondo la Bibbia è possibile.
"Se dunque v'è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento" (Filippesi 2:1-2).
Ma esiste una cura per 'egoismo?
Elimina te stesso dal tuo occhio distogliendo il tuo occhio da te stesso.Smettila di fissare quel piccolo io e concentrati sul tuo grande Salvatore.
Non credi che l'Apostolo Paolo potrebbe essere interessato a scambiare qualche parola con noi?
Siamo talmente concentrati su ciò che non abbiamo, da non vedere quello che abbiamo?
Il sarcasmo dell'Apostolo Paolo è velato.
Hai ricevuto qualche incoraggiamento?
Qualche conforto, Qualche comunione?
Allora sorridi!
Bevi a profusione alla fonte della bontà di Dio.
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martedì 22 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/53.
Già negli anni ’80 incominciavamo a sentir parlare di “Europa Unita”, di “Moneta Unica per contrastare il Dollaro”, di “Trattati europei per la modernizzazione”, tutto fumo negli occhi che nascondeva nella realtà il fatto che tutti costoro già posizionati nella stanza dei bottoni avevano completato il loro piano finale: sottrarre agli Stati stessi ogni reale potere, soprattutto quello di emettere moneta (Europa Unita con creazione dell’Eurozona), ottenere da questi Stati ignoranti la firma per una delega in bianco data a queste elites per la gestione di quasi tutto il potere reale (i Trattati europei per la ‘modernizzazione’), e convincerli che la strada della prosperità si chiama economia Neoclassica, quella truffa pro-elite di cui abbiamo già parlato, ovvero il rigore dei conti dello Stato.
L’accelerazione del piano avviene proprio tra gli anni ’70 e ’80. Quali erano i paesi più potenti dell’Occidente?
USA, Gran Bretagna, Germania e Francia.
Il lavoro delle elites, delle Think Tanks, e dei loro uomini posizionati nei posti chiave, fu in grado nell'arco di un paio d'anni di piazzare alla guida di questo poker di potenze quattro politici totalmente nelle loro mani: Ronald Reagan in USA, Margaret Thatcher in GB, Helmut Kohl in Germania e Francois Mitterrand in Francia.
È durante il loro “regno” che sono iniziate le privatizzazioni dei gioielli produttivi degli Stati.
Con un poker simile fu facile per le elites spazzare via dalla memoria, dai libri di testo, e dalle stanze della politica qualsiasi traccia di economia keynesiana per l’Interesse Pubblico.
Fu dal ventennio ’70-’80 che il mondo cambiò in modo drastico per loro mano: collasso dei sindacati, politiche di privatizzazioni-truffa per arricchire i pochi.
Negli anni successivi si è continuato con la distruzione della certezza e del diritto del lavoro, con l’annacquamento delle leggi a difesa dei diritti civili, con esplosione esponenziale dei media come strumenti di idiozia di massa, e soprattutto la nascita del Fantasma del debito pubblico e dell’Inflazione allo scopo di paralizzare la funzione primaria dello Stato che è quella di proteggere e aiutare i suoi cittadini. Più tanto altro.
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sabato 19 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/48.
La crisi
Il vocabolo crisi indica oggi il momento in cui i banchieri e la finanza prendono il sopravvento e vengono sospesi alcuni diritti.
Come i malati, i Paesi diventano casi critici.
Crisi, parola greca che vuol dire «scelta» o «punto di svolta», ora evoca una minaccia sinistra, seppur ancora contenibile con i giusti interventi che però non si vogliono fare.
La minaccia è una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo sulle persone.
Eppure, la crisi può indicare, per sua stessa definizione, l’attimo della scelta, quel momento in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa.
Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero.
Il mondo si sta amalgamando sempre più.
Le reazioni degli uomini agli eventi quotidiani si sono standardizzate.
Le denominazioni cristiane possono ancora apparire differenti, ma ogni giorno sempre più gente si aggrega alla maggioranza che non ha la capacità di analisi.
Diminuiscono sempre più le aspettative, nonché la fiducia nelle proprie capacità e l’interesse per gli altri.
martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
ECONOMIA
DI CONDIVISIONE – ECONOMIA DI SERVIZIO
IN
CHE RAPPORTO STANNO L’ECONOMIA DELLA
CONDIVISIONE CON L’ECONOMIA
DI SERVIZIO?
Kumarappa
fa delle ricerche nell’ambito dei villaggi e scrive:
- L’economia di servizio è la forma più elevata di economia in natura,
- molto evidente nel rapporto fra i cuccioli e i loro genitori.
- La madre va a trovare il cibo ai figli e li difende, come può, dai nemici esterni a rischio della vita.
- A causa del suo amore materno, agisce disinteressatamente.
- Questo atteggiamento prefigura l’economia nonviolenta dove
- prevale l’altruismo sull’egoismo personale.
- Esempio tipico: un attivista sociale.
- Egli è motivato dal bene degli altri anche a discapito del proprio interesse.
- Il senso del dovere prevale sul diritto proprio che non viene invocato.
- Tutto si basa sull’amore e dal desiderio di servire senza ricompensa.
- Questo proietta il contesto alla non violenza e pace; ecco che siamo
- in un contesto economico permanente (bassa conflittualità ed equità economica).
Da
queste considerazioni emerge che l’economia egoistica è
fonte di
conflittualità e proietta la collettività nella sperequazione
economica ed a una instabilità economica.
IL
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA MIRA A
DARE STABILITA’ AL
BENESSERE ECONOMICO.
QUESTO
E’ POSSIBILE SE SI CREANO ATTIVITA’
PRODUTTIVE ADEGUATE CON LA
PARTECIPAZIONE DI
TUTTI GLI INTERESSATI.
giovedì 17 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
domenica 13 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/6.
Ricordiamoci, dice Keynes, che il maggior investitore è lo Stato,
che ha la macchina per stampare soldi suoi teoricamente all’infinito, e quindi
in caso di bisogno deve essere sempre lo Stato il primo a investire/spendere.
Questo modello economico, completamente alternativo alla teoria
precedente, prende il nome di teoria
keynesiana.
Nella sua opera principale, pubblicata a Londra nel 1936, Teoria generale dell’occupazione,
dell’interesse e della moneta, Keynes esamina le cause e i rimedi di quello
che ritiene essere il principale fallimento del sistema di mercato.
Il modello che ne scaturisce è talmente innovativo, nel metodo
come nelle conclusioni, da costituire una vera e propria rivoluzione, la rivoluzione keynesiana, nel
modo di guardare ai fatti economici: secondo Keynes, infatti, il più importante
fallimento del sistema del libero mercato consiste nell’incapacità di offrire
un posto di lavoro stabile a tutti quanti lo desiderino.
Infatti, se non c’è chi compra, si forma un eccesso di merci
invendute che non trova sbocco sui mercati e spinge le aziende a ridurre la
propria attività con inevitabili conseguenze sul numero degli occupati.
E la situazione continuerà a peggiorare in un circolo vizioso.
Insomma, Keynes distrugge l’idea neoclassica secondo cui
l’economia si equilibra da sola nel gioco spontaneo fra risparmi e
investimenti/spesa, basta che lo Stato si levi di mezzo e tutto venga lasciato
nella mani del Mercato. Keynes dice che non esiste un pilota automatico in
economia, e che l’investimento/spesa dello Stato è il motore certo di tutta
l’economia di un Paese.
E questo fu rivoluzionario allora, come lo è oggi, dove questi
Neoclassici al potere stanno distruggendo le nazioni col pareggio di bilancio
(dove lo Stato non deve
spendere ma deve risparmiare), e infatti vediamo com'è conciata l'economia.
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venerdì 11 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/4.
Quello che oggi ci dicono è: Se la nazione risparmia, nel senso che
mette i soldi in titoli di Stato e dunque circolano pochi soldi in giro, allora
i tassi d’interesse saranno bassi:
+ titoli si comprano
+ i tassi scendono,
e con pochi soldi in giro la Banca Centrale può tenere i tassi
d’interesse bassi.
Se i tassi sono bassi, continuano i Neoclassici, la gente e le
aziende sono incoraggiati a spendere i risparmi in investimenti, proprio perché
non conviene tenere i risparmi in banca con interessi così bassi.
E poi in questo modo le aziende sono incoraggiate a investire,
perché prendono in prestito dalle banche a interessi bassi.
Al contrario, se si comprano pochi titoli e si risparmia poco,
cioè circolano molti soldi, i tassi saranno alti, e come in una legge naturale
di riequilibrio, la gente e le aziende vorranno risparmiare per lucrare sui
tassi alti. Voilà! Lasciate fare al Mercato, lo Stato non interferisca!
giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
sabato 5 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Economia di servizio:
Esempio tipico: un attivista
sociale che si preoccupa delle problematiche degli altri mettendo in secondo
piano le proprie tematiche, quindi siamo in un contesto altruistico e non
egoistico.
La motivazione è il bene
altrui per la felicità propria e quella degli altri.
Alle volte questa attività
può andare contro il proprio interesse personale.
In questa ottica vengono
focalizzati i propri doveri sena pensare ai diritti che possono sorgere nell’agire
in favore degli altri.
Tutto è basato sull’amore e
sul desiderio di servire senza pensare alla relativa ricompensa.
Detto agire porta alla
nonviolenza e alla pace dei popoli con la conseguenza di passare da una
economia egoistica ad una economia di servizio che genera stabilità del
benessere collettivo.
Il concetto base è:
contribuire senza alcuna considerazione del beneficio che se ne potrebbe
ricavare.
Fra i diversi modelli
economici, quello più indicato per il mondo cristiano è quello di servizio, il
cristiano deve pensare più a servire che essere servito.
Fra i diversi gruppi di
essere umani, comunità o nazioni, ci sono persone che appartengono a vari
modelli economici, ma il credente dovrebbe scegliere l’economia di servizio.
E’ nel modello di una
economia di servizio che può sorgere e praticare la condivisione, gli altri
modelli economici non rispecchiano i principi biblici.
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
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Economia gregaria:
Esempio tipico: il membro di
una famiglia che lavora nell’interesse di tutta la famiglia.
Una società cooperativa la
quale lavora per il gruppo che rappresenta, motivata non dall’interesse
individuale ma dall’interesse comune del gruppo.
Sottomissione alla volontà
del gruppo fino al punto, eventuale, dell’abnegazione e del sacrificio di
interessi personali.
E’ il caso in cui si dà
enfasi all’interesse del gruppo e non a quello personale.
Il contributo di ciascuno è
considerato più importante della sua quota di beneficio individuale, tutto è
basato su valori altruistici.
Una tale economia può
indurre alla violenza nei confronti di chi è fuori dal gruppo.
L’elemento chiave è:
beneficio per il gruppo piuttosto che per i suoi singoli membri.
Anche in questo caso si può
ingenerare violenza; la violenza è dietro l’angolo se il cuore dell’uomo non
viene trasformato dal naturale egoistico allo spirituale altruistico secondo i
principi biblici.
Solo l’amore ed il rispetto
per il prossimo fa venir meno la violenza verso il proprio simile.
Più volte è stato ribadito
che la non violenza, nel campo economico, può essere scongiurata solo se viene
praticata la condivisione del bene.
Questo è l’obiettivo del
cristianesimo autentico che può essere raggiunto solo se l’uomo assimila i
principi biblici e li mette in pratica.
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venerdì 4 aprile 2014
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Economia dell’impresa:
Esempio tipico: un
agricoltore che ara la propria terra, la concima e la irriga, semina le sementi
che ha selezionato, sorveglia la crescita delle colture e infine raccoglie dopo
aver speso molte energie nel corso di tutto l’anno.
Tutto è motivato da un
saggio interesse ed ambizioni personali senza nulla togliere agli altri.
L’agricoltore ha il senso di
auto-rispetto sulla base del quale egli dà un preciso contributo in termini di
lavoro per la produzione di quanto seminato o piantato, pensiero e sforzo per
la conduzione dell’azienda, ottenendone il relativo vantaggio per se e la
famiglia.
Non meno lodevole è di aver
accettato il rischio nell’approntare il necessario, dal procurarsi la terra,
arare, concimare, curare, ecc…
Il suo desiderio è di beneficiarne
con i co-lavoratori il raccolto alla fine dell’anno agrario che di solito si
conclude in estate, tentativo di controbilanciare i diritti di tutti quelli che
hanno contribuito al risultato finale.
Egli riconosce i doveri verso
gli altri che hanno, a vario titolo, concorso per il buon esito del raccolto.
Tutto viene basato sulla
giustizia e correttezza con i propri collaboratori.
Può ingenerare violenza se
vantaggi e contributi reciproci non mettono in conto anche l’accettazione dei
rischi in ugual misura.
Nel mondo cristiano questa
violenza deve essere scongiurata altrimenti i principi biblici non vengono
messi in pratica e la condivisione economica non può essere praticata.
mercoledì 2 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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Tipi di economia in natura – servizio.
La forma più elevata e diffusa in natura è l’economia di
servizio, questa forma viene evidenziata dal rapporto che hanno i cuccioli con
i loro genitori.
La madre uccello percorre km. e km. per trovare il cibo ai
figli e li difende dai nemici esterni a rischio della propria vita.
Non agisce sulla base del suo interesse immediato né del suo
interesse futuro, ma proietta l’attività nel futuro, nelle generazioni
successive per la permanenza della specie.
La natura dell’amore materno la porta ad agire
disinteressatamente, senza mirare a vantaggi personali, tutto teso a tramandare
il suo modo di essere alle future generazioni.
Dall’agire di cui sopra scaturisce che questa è la forma più
vicina all’economia nonviolenta della permanenza.
E’ evidente che la chiave di lettura sta nell’amore materno
che va oltre l’interesse personale, proietta il tutto in una economia della
permanenza.
L’amore e l’armonia hanno uno stretto rapporto con l’economia
e col benessere dell’uomo.
L’amore e l’armonia dovrebbero nel mondo cristiano, solo
allora si può pensare ad una vita di pace e serenità dei popoli, mettere in
pratica i principi biblici.
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Tipi di economia in natura – dell’impresa -
gregaria.
Alcune prendono ciò di cui hanno bisogno, rendendo un corrispondente servizio all’unità dalla quale
traggono beneficio.
Le api sono un esempio di
economia d’impresa in quanto trattasi di unità laboriose, attive per il
proprio ciclo di vita e nello stesso tempo costruttive per il bene delle piante
dalle quali si cibano.
Sempre le api sono un esempio dell’agire collettivo; loro non
lavorano per il benessere individuale, ma per il beneficio di tutto l’alveare.
In realtà trattasi di un’estensione dell’interesse
individuale: agendo per il bisogno immediato pianificano anche le necessità
future.
Quando si parla di agire per il bene proprio e degli altri
non si altro che operare come le api, dal bene proprio si arriva al bene
comune.
E’ sbagliato dire che se si lavora per il bene comune non si
lavora anche per il bene proprio (nel bene degli altri c’è il bene proprio).
Questo concetto era molto assimilato nella vita degli Esseni
il cui periodo storico risale a circa III secoli a.C., anche fra le comunità
cristiane si rifacevano a questo modo di pensare.
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