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mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 


DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.» (Gv. 15,12-17) « Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.» (Matteo 7,12) Nel Vangelo di Matteo sono presenti inoltre altri richiami al tema, dell'amore per il prossimo.
«Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.» (Matteo 25,34-40).
Caratteristica dell'insegnamento di Gesù inoltre è la richiesta di amare anche i propri nemici. «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello...... (Matteo 5,38-48). «Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.

Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo..... Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

lunedì 7 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI

DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Dio è sempre presente alla nostra vita e conosce i desideri del nostro cuore.
Ci accompagna in tutte i nostri avvenimenti, sia nei momenti belli che nei momenti meno belli.
Avere fiducia in Lui, nel suo amore, rimetterci al suo giudizio di misericordia è pensare che, per quanto ci allontaniamo da lui, il suo amore di Padre ci raggiunge sempre.
Gesù ci invita a cercare il Regno di Dio, i suoi valori e nello stesso tempo avere fiducia nella sua Provvidenza, che, come agli uccelli fornisce il cibo e ai fiori dei campi la bellezza, non ci fa mancare il necessario per la nostra vita.
Cercare il Regno di Dio e la sua giustizia non esclude l’impegno nel lavoro quotidiano per procurarci il cibo, il vestito, la casa, purché queste cose o le ricchezze non diventino l’unico pensiero o l'unica preoccupazione dei nostri giorni, tanto da fare di tutto questo un bene assoluto e dimenticare il nostro rapporto con il Padre celeste.
Dice infatti il Signore: “ Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro …
Non potete servire a Dio e la ricchezza ”.
La ricchezza, con la grande attrattiva che esercita su di noi, ha la capacità di abbindolare il cuore, la mente e ogni energia della nostra vita: si propone come idolo, che ci possiede e non offre che una effimera sicurezza.
Le sollecitazioni della vita ci spingono verso una esistenza frantumata nelle sue energie, interessi e nel nostro agire: con molta difficoltà la nostra ricerca spirituale trova un centro di unificazione tra aspetti terreni e materiali e interessi spirituali.
Gesù dicendoci ancora: « Non preoccupatevi … la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito ? » (Mt 6,25) non intende legittimare la pigrizia, ma vuole rassicurarci che, se ricerchiamo anche e soprattutto il Regno di Dio, il Padre celeste, che ci ha fatto dono della vita e del corpo, sarà sollecito nel donare, nella sua provvidenza, energie e impegno per procurarci il necessario.

Con questo atteggiamento paterno di Dio verso di noi avvertiamo la necessità di metterlo al centro della nostra vita, per cui in relazione con lui, con il suo Regno, tutto assume un significato e un valore nuovo, vissuto nella prospettiva di un amore filiale verso il Padre. 

lunedì 30 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:


Scusa Sebastiano, sono andata a vedere il blog e sono rimasta male per alcune critiche negative e di come certe persone si ritengono << Maestri>>.
A questi voglio dire questo:
La correzione fraterna spesso è un modo soltanto per far emergere noi stessi a scapito degli altri, dicendo loro una verità che è sì verità; ma il modo con il quale la diciamo è una morte e una pietra che poniamo sull'altro a piedistallo delle nostre affermazioni, e quindi di noi stessi.
Gesù dice che bisogna misurare con la misura con la quale misuriamo noi stessi: cominciamo a misurare il giudizio che daremo agli altri partendo con noi stessi, su di noi: allora, il giudizio sarà una vera correzione fraterna e un valido aiuto...prima di tutto per noi, e poi anche per il prossimo.
Partire dalla "trave" che giace a ostacolo nel rapporto con l'altro e anche con Dio, per poter togliere gli ostacoli e le "pagliuzze" dagli occhi degli altri.
Il giudizio sull'altro deve avere lo stile della vita, e non invece quello della morte.
Spesso invece noi giudichiamo l'altro per mortificarlo, per farlo morire moralmente, per essere noi potenti a tutto campo e su ogni realtà.
Questo stile però giudica anche noi come "ipocriti".
Se uno fa il male, è giudicato come colui che fa il male.
Se uno fa il bene, appare giudicato come facente il bene.
NON E' LA CORREZIONE FRATERNA A GIUDICARE, MA LO STILE.
Queste persone amano il danaro non Dio ed il prossimo.
Sono dei fannulloni.
Non credo che i fannulloni abbiamo titolo per insegnare.
Scusami se mi sono permessa di dire questo, ma non trovo giusto che critichino il tuo bellissimo apostolato!
Io tocco corde molto delicate; conosco molto bene alcune realtà.
Ho messo sul blog. un tuo scritto.
La critica mi va benissimo, le minacce no.
Chi minaccia non ha capito nulla del vangelo.

Sono lupi travestiti da pecora.