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lunedì 4 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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domenica 3 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un lettore scrive:
Capire l’economia del mondo ci permette di capire perché le aziende non fatturano, sono in perdita, devono licenziare, e soprattutto ci permette di capire se ciò che ci viene raccontato è vero o falso e prendere di conseguenza delle decisioni. Da diverso tempo in Italia si parla del pareggio di bilancio. Ce lo impone l’Europa.
Ci hanno detto che se lo Stato spende per noi cittadini e aziende 100 €, ma poi ci tassa 100 €, cioè pareggia il suo bilancio, tutta l’Italia sarà risanata. Menzogne! Ci devono spiegare come la gente può vivere ricevendo 100 € e poi ridandoli indietro tutti in tasse. Quindi il pareggio di bilancio risana solo un numero sui computers del Ministero del Tesoro, e rovina il Paese (per il profitto degli speculatori). All’inizio dell’800 questa trappola l’aveva capita un certo David Ricardo, un economista britannico della scuola classica (1772-1823).Nella precedente lezione abbiamo parlato del malvagio Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa domanda aggregata aumentando la classe dei nobili parassiti straricchi, così che comprassero le merci disponibili. Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto un mucchio di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi nobili pagheranno ai commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in tasse e affitti, visto che i tuoi nobili hanno il potere di tassare e sono proprietari di tutti gli immobili. Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti bruciassero tutta la merce che producono, non cambierebbe nulla per loro.
sabato 2 agosto 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA –
TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Un
lettore scrive:
Thomas
Robert Malthus
Considerazioni
sul personaggio
Malthus
capì appunto che se la borghesia industriale produceva tanti beni
nuovi, ci doveva essere qualcuno che li comprava in quanto possessore
di reddito, cioè ci doveva essere domanda,
se no l’economia sarebbe fallita. Questo, come detto sopra, è
teoricamente ineccepibile, ma la soluzione di quel malvagio non fu di
pensare a come permettere redditi per il popolo, no!
Malthus
difende la rendita,
affermando che i consumi di lusso, gli agi e gli sfarzi dei nobili
costituiscono una parte importante della domanda dei beni, quindi va
creata ancor più classe di nobili parassiti con redditi parassiti,
così i borghesi gli venderanno tutto quello che producono e faranno
profitto.
A
parte questo, la sua intuizione era giusta: prima ci vogliono i
redditi (la domanda),
poi si vendono i beni.Malthus
indovinò per primo anche un altro concetto chiave.
Oggi
gli economisti alla Monti o Draghi sono convinti che basta stimolare
la produzione di beni e servizi che automaticamente ci sarà gente
che li compra.
Questa
era l’idea di un altro economista della scuola
classica: Jean-Baptiste
Say (1767-1832),
il quale sosteneva che in un sistema di libero mercato tutto quanto
viene prodotto sarà sempre venduto.
Una
cavolata immane, perché uno può riempire i supermarket di roba ma
se le famiglie non hanno stipendi sufficienti nessuno compra.
Questa
idea riprese vigore dai tempi del presidente americano Reagan, e
molti ci credono veramente.
La
sostanza del pensiero è che un aumento della produzione genera
sempre un aumento del reddito e tale reddito non può che tradursi in
un incremento di spesa. Malthus, già ad inizio ‘800 comprese che
era una stupidaggine, e infatti disse che stimolare di per sé i
borghesi di allora ad aprire fabbriche o a commerciare con le Indie,
quindi a produrre cose, non avrebbe mai creato sufficienti acquirenti
per tutte quelle merci.
martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/25.
Nella
precedente lezione abbiamo parlato del malvagio
Malthus, che credeva
di risolvere il problema della scarsa
domanda aggregata
aumentando la classe dei nobili
parassiti straricchi, così che
comprassero le merci
disponibili.
Riccardo
arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto un
mucchio di idiozie,
perché tutti i soldi che i tuoi nobili
pagheranno ai commercianti
per le loro merci e lavoro, se
li riprenderanno poi pari pari in
tasse e affitti, visto che i
tuoi nobili hanno il potere di tassare e
sono proprietari di
tutti gli immobili.
Tanto
varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti
bruciassero tutta la
merce che producono, non
cambierebbe nulla per loro.
Fate
attenzione qui al principio di base: Riccardo riconosce
per primo che
se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo
Stato) spende per le
nostre merci e servizi 100, ma poi ci
tassa per la stessa cifra che
ci ha appena dato (pareggio di
bilancio), l’economia va a rotoli, e
noi abbiamo lavorato
per niente.
Riccardo
capì due secoli fa che il pareggio di bilancio è
micidiale per i
cittadini e le aziende, cioè per la società.
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sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
CONCETTO
DEL LAVORO
Genesi 3:19
mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da
cui fosti tratto; perché sei in polvere ritornerai.
Fin dalla creazione si parla di mangiare, di
pane, di sudore come espressione del lavoro.
Quando si afferma: lavorare è un diritto ed un dovere di tutti non si afferma del tutto il vero.
Per qual che riguarda il diritto ci siamo, per il dovere non sempre è così e questo si evince dalla presenza dell'economia parassitaria che tende a distruggere tutto e tutti; immaginiamo una pianta aggredita dagli insetti parassiti, se non si adottano i dovuti accorgimenti la pianta è destinata a morire.
Il punto dolente è il sudore che non tutti sono disposti a condividere come dovere comune e di tutti.
Allora ecco che vengono fuori i furbi che dicono: sudore si ma per gli altri, qui casca l'asino.
L'economia parassitaria esiste in quanto esistono i furbi che vogliono si mangiare ma parlare di sudore no.
Il discorso è molto complesso e lungo in relazione al contenuto del verso citato.
Quando si afferma: lavorare è un diritto ed un dovere di tutti non si afferma del tutto il vero.
Per qual che riguarda il diritto ci siamo, per il dovere non sempre è così e questo si evince dalla presenza dell'economia parassitaria che tende a distruggere tutto e tutti; immaginiamo una pianta aggredita dagli insetti parassiti, se non si adottano i dovuti accorgimenti la pianta è destinata a morire.
Il punto dolente è il sudore che non tutti sono disposti a condividere come dovere comune e di tutti.
Allora ecco che vengono fuori i furbi che dicono: sudore si ma per gli altri, qui casca l'asino.
L'economia parassitaria esiste in quanto esistono i furbi che vogliono si mangiare ma parlare di sudore no.
Il discorso è molto complesso e lungo in relazione al contenuto del verso citato.
SI VUOLE
SOTTOLINEARE CHE IL PROGETTO DELL'ECONOMIA CONDIVISA POTRA' AVERE SUCCESSO SOLO
E SOLTANTO SE SARANNO MESSI DA PARTE I FURBI (PARASSITI).
venerdì 25 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
ECONOMIA
MODERNA - ATTUALE.
DI ARGENTINO QUINTAVALLE /14.
Adam Smith
Smith cosa disse?
Questo: egli riteneva che, per incrementare la
ricchezza del Paese, fosse necessario liberare le forze che guidano i mercati,
e in primo luogo consentire il pieno esplicarsi della libera iniziativa
economica.
Detto in altre parole: il governo deve togliersi
dall’economia, deve lasciare in pace gli imprenditori e i cittadini, cioè il
Mercato.
Ma attenzione, perché è qui che c’è la confusione con
l’economia di oggi.
Smith voleva solo dire che siccome il governo di
allora, cioè i Re, i nobili, i Papi, ecc., era una cosa talmente parassitaria
che era meglio che si levassero di torno, e che i borghesi del Mercato erano
preferibili ad essi.
Smith quando parlava che per rendere massimo il
benessere della nazione si doveva eliminare ogni restrizione all’operare della
libera concorrenza, e quindi che il governo non doveva interferire, non
intendeva il governo democratico di oggi.
Ma gli economisti attuali, che prendono il nome di
Neoliberisti, hanno spacciato a tutti che Smith odiava i governi come i nostri,
li voleva senza potere, e amava il Libero Mercato.
Ma questo non è vero.
Per Smith il capitalismo del Libero Mercato era
accettabile solo perché era un male minore rispetto ai tiranni dell’epoca.
Adam Smith infatti non ammirava affatto il capitalismo
del Libero Mercato, e infatti una delle sue citazioni più famose è questa:
«Raramente i capitalisti si riuniscano se non per cospirare contro i lavoratori
e il Mercato».
Smith ha elaborato la famosa similitudine della Mano
Invisibile. Questo è stato spiegato che in un sistema di libero mercato,
perseguendo il proprio egoistico interesse, i singoli individui potranno
realizzare anche il massimo benessere collettivo.
giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Diversi gruppi di persone
praticano diverse economie e si contraddistinguono dalla conduzione propria della
vita.
Uno dei gruppi ha come
orientamento l’imitazione di altri gruppi o comunità di riferimento senza
identità propria.
Chi rientra in questo gruppo
non si dà pena di offrire alcun contributo personale alla collettività, ma
prende tutto ciò che può dalle creazioni altrui.
In questo gruppo impera
l’egoismo e l’amore per se stessi, la ricerca del piacere e del vantaggio per
la via più breve, e non curandosi se le azioni che compie determinano danno
agli altri che appartengono al medesimo contesto.
Questo agire è proprio di una
persona che vegeta solamente ed è sterile, non impara e non crea cosa alcuna, quindi
si è in un contesto economico parassitario; gli altri creano e producono per i fannulloni.
Un agire che è contro il
vivere civile ed i principi cristiani, ma alcune comunità, spesso, tollerano
queste persone parassite.
Chi non lavora non deve
neanche mangiare, il capovolgimento di questa affermazione crea gravame per il
prossimo che per una serie di motivi non ha il coraggio di ribellarsi e
soccombe i soprusi dei furbetti.
L’economia di condivisione
non può aver luogo in gruppi dove ci sono i fannulloni ed i furbetti senza
scrupoli.
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lunedì 31 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino
Quintavalle/25.
Nella precedente lezione abbiamo parlato del malvagio
Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa domanda
aggregata aumentando la classe dei nobili parassiti straricchi, così che
comprassero le merci disponibili.
Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto
un mucchio di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi nobili pagheranno ai
commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in
tasse e affitti, visto che i tuoi nobili hanno il potere di tassare e sono
proprietari di tutti gli immobili.
Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti
bruciassero tutta la merce che producono, non cambierebbe nulla per loro.
Fate attenzione qui al principio di base: Ricardo
riconosce per primo che se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo Stato)
spende per le nostre merci e servizi 100, ma poi ci tassa per la stessa cifra
che ci ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a rotoli, e noi
abbiamo lavorato per niente.
Ricardo capì due secoli fa che il pareggio di bilancio
è micidiale per i cittadini e le aziende, cioè per la società.
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sabato 29 marzo 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Spesso si parla di libertà in senso generico, ma non si parla
della libertà economica in senso stretto che riguarda il commercio locale e non
quello globale teso a favorire la speculazione dei grandi gruppi che operano a
livello mondiale.
Il cambiamento lo si può pensare anche come commercio locale
per sottrarlo alle speculazioni internazionali, questo lo si può praticare
anche in agricoltura ed evitare, nel limite del possibile, il costo del
trasporto ed il relativo inquinamento atmosferico derivante dal bruciare il
necessario carburante per il movimento delle merci su gomma.
Per fare questo occorre riorganizzare anche l’agricoltura
tale che la coltivazione, la raccolta ed il commercio avvengano nel rispetto
dei principi biblici che non prevedono sfruttamento del prossimo, ma la massima
lealtà e rispetto reciproco, quindi una fraternità pratica e non solo teorica.
Le varie unità produttive locali possono interagire fra loro
e quindi determinare una certa indipendenza locale per il bene della
collettività.
Molti fannulloni e speculatori dovrebbero cambiare mestiere e
fare emergere una economia sana, liberarla dai parassiti e predatori che mirano
ad opprimere sempre più i deboli, tesa ad instaurare un clima di serenità anche
nel campo economico e far si che i poveri non divengano sempre più poveri ed i
ricchi sempre più ricchi.
Solo allora possiamo pensare ad una economia della
condivisione che mira ad una equità fra i soggetti interessati alla produzione
e quindi pensare ad un cristianesimo
autentico e non di facciata.
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PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
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Nella precedente lezione abbiamo parlato del malvagio
Malthus, che credeva di risolvere il problema della scarsa domanda
aggregata aumentando la classe dei nobili parassiti straricchi, così che
comprassero le merci disponibili.
Ricardo arriva sulla scena e dice a Malthus: hai detto
un mucchio di idiozie, perché tutti i soldi che i tuoi nobili pagheranno ai
commercianti per le loro merci e lavoro, se li riprenderanno poi pari pari in
tasse e affitti, visto che i tuoi nobili hanno il potere di tassare e sono
proprietari di tutti gli immobili.
Tanto varrebbe, aggiunse Ricardo, che i commercianti
bruciassero tutta la merce che producono, non cambierebbe nulla per loro.
Fate attenzione qui al principio di base: Ricardo
riconosce per primo che se il Potere (allora i ricchi nobili, oggi lo Stato)
spende per le nostre merci e servizi 100, ma poi ci tassa per la stessa cifra
che ci ha appena dato (pareggio di bilancio), l’economia va a rotoli, e noi
abbiamo lavorato per niente.
Ricardo capì due secoli fa che il pareggio di bilancio
è micidiale per i cittadini e le aziende, cioè per la società.
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