Visualizzazione post con etichetta grazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grazia. Mostra tutti i post
martedì 15 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
L'opera di beneficenza è due volte benedetta.
Etichette:
anima,
benedetta,
beneficenza,
bisognosi,
cristiano,
egoismo,
Giubileo,
grazia,
occidentale,
opera,
prestito,
sviluppo
giovedì 10 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
È
il chiaro insegnamento della stupenda Lettera agli Ebrei in cui
l’umile condizione umana che comportò a Gesù l’esperienza della
sofferenza è indicata come un grado più perfetto sia
dell’angelicità, sia della stessa figliolanza divina.
«Quel
Gesù, che fu fatto poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora
coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto,
perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio
di tutti… Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed aver
sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che
subiscono la prova» (Eb 2,9 e 18).
«Pur
essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso
perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli
obbediscono» (Eb 5,8-9). La profanazione più presente nella carità
cristiana: ergersi a coloro che danno amore, mentre ai poveri spetta
la parte non onorifica di soltanto ricevere.
Spesso,
nelle preghiere dei fedeli, si domanda la grazia dell’amore.
Tutte
queste preghiere chiedono sempre la grazia che noi cristiani possiamo
amare gli altri; è mancante invece l’altra domanda, quella che i
cristiani possano beneficiare della grazia e dell’amore degli
altri, forse dei poveri del mondo o dei non cristiani.
Nella
mente umana predomina l’idea dell’amore come attivismo, di cui se
stesso è il soggetto e gli altri l’oggetto.
Anche
quando chiediamo all’altro di amarci, chiediamo che ci rivolga il
suo protagonismo, le sue coccole, i suoi doni, le sue preferenze, il
suo affetto.
Si
tratta sempre di chiedere amore fra pari, come dire: ora tocca a te
perché prima è toccato a me.
Chiediamo
l’amore altrui di cui ci sentiamo degni e padroni. <<Par
condicio>> anche nella legge dell’amore.
L’uomo
fatica ad accedere a quell’amore in cui non c’è protagonismo
alcuno, dove sia il dare amore come il riceverlo rimane atto
gratuito, umile e semplice, che non alza la polvere del vanto.
Fatica
perché entra nella via dell’amore dalla porta della sua
realizzazione, a testa alta, da protagonista.
Così,
amando, ne trae profitto; per lo meno quello di essere lui colui che
occupa la parte di chi ama e non di chi riceve.
Etichette:
amore,
carità,
Ebrei,
grazia,
insegnamento,
morte,
obbedienza,
padroni,
poveri,
preghiere,
salvezza,
sofferenza
martedì 8 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Tutto ciò che di bello e di buono c’è nel mondo ( cose, attività, relazioni, ecc) sarà allora illuminato da una nuova luce e da nulla saremo manipolati e posseduti.
Confidando
nella paternità di Dio nulla ci creerà ansia, affanno, ma tutto,
nel nostro intimo, nella nostra vita, sarà pervaso dalla sua
presenza rassicurante, perché la sua Provvidenza non abbandona le
sue creature.
Ciò
nonostante noi, nel concreto, rimaniamo responsabili della nostra
vita, perché Dio donandoci la libertà ha voluto responsabilizzarci
e ci ha fornito nell’intimo i valori del Regno (giustizia,
uguaglianza, equità, fraternità, carità, ecc.) che motivano le
nostre azioni di uomini, di fratelli e di figli di Dio.
Anche
oggi siamo chiamati ad essere « commensali di Dio in questo mondo ».
Se
capissimo in profondità la grazia, comprenderemmo che l’amore di
Dio per noi, la sua provvidenza e misericordia, è stata e continua
ad essere immensa.
Certo
questo convito è solo un inizio di comunione con Dio.
Siamo
nell’attesa e nella speranza della « perfetta comunione nella vita
eterna», ma ne è già un pegno sicuro.
E’
questa commensalità, questa «alleanza nuova ed eterna », che dona
alla Comunità di dedicarsi « con serena fiducia » al servizio di
Dio.
La fede
ci impegna a far sì « che il corso degli eventi del mondo si svolga
secondo la volontà di Dio nella giustizia e nella pace ».
In
essa troviamo la forza della giustizia, che domina l’avidità e
l’egoismo, e della pace, che vince ogni presunzione e cattiveria.
Capita
di tutto nel mondo: persino che una madre snaturata dimentichi il suo
bambino.
Non
avverrà invece mai che Dio si dimentichi dell’uomo, che è la sua
creatura prediletta.
Ci
viene talora sulla labbra l’amara, e insensata , considerazione:
Dio si è dimenticato di me, perché mi manda troppe tribolazioni.
E’
semplicemente assurdo: «Io non ti dimenticherò mai », dice il
Signore. (Is 49, 14-15.)
E’ la
certezza più gioiosa che possiamo avere.
Il
nostro prossimo non di rado ci trascura, dopo tante promesse; Dio non
ci trascura mai.
Il segreto della pace interiore e di tutta la vita
spirituale sta nella convinzione incrollabile che Dio non si
dimentica di noi, che ci è vicino, anche se non lo sentiamo, e che
ci ama come Dio sa amare, e quindi immensamente.
Etichette:
alleanza,
carità,
comunità,
Dio,
equità,
figli,
fratelli,
fraternità,
giustizia,
grazia,
libertà,
luce,
provvidenza,
uguaglianza,
vita
giovedì 17 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
giovedì 10 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Una massima dice:"
l'amore è amare senza misura.." io aggiungerei anche donare senza misura.
E la misura dell’autenticità
del nostro amore è proprio l’interesse verso gli altri e i loro bisogni.
Non semplicemente interesse
a parole, ma anche interesse espresso nelle azioni, interesse che ci fa
accettare con gioia di prendere qualcosa di nostro e darlo a chi ne ha più
bisogno.
Paolo dice in 2 Corinzi 8:9 “Voi
conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo
ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo
della sua povertà.”
Gesù Cristo ci ha amato e ci
ama di un amore autentico che sopravanza ogni conoscenza.
Siamo chiamati dalla Parola
di Dio a seguire questo amore, questo sentimento, amandoci nello stesso modo
gli uni gli altri.
Come scrive nella sua
epistola l'apostolo Giacomo:
“Or, se un fratello o una
sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi", ma non date loro le
cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova?”" Fratello, non hai da mangiare
….. Non importa, preghiamo ….. Dio ti benedica”.
Spesso sento queste frasi di
circostanza....e voi pensate che una persona viene nutrita con belle parole?
Tu ti nutriresti di queste
parole se fossi affamato o nudo?
Per chi ancora non l'avesse
capito, noi siamo i mezzi attraverso cui il Signore manda le sue benedizioni e
sostiene gli altri, ma se non abbiamo un
amore autentico anche se diciamo belle parole, “a che giova”?
Come dice anche Giovanni in
1 Giovanni 3:16-18:Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua
vita per noi, anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.
Ora, se uno ha dei beni di
questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue
viscere, come dimora in lui l’amore di Dio?”
Sono l’interesse e la
premura verso gli altri che mostrano l’autenticità del nostro amore.
L’amore di cui ognuno ha
bisogno, se non viene dimostrato con i fatti, non è amore autentico.
E questo tipo di “amore” non
è l’amore a cui siamo chiamati.
Il nostro amore deve essere
“non a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.”
Luisa Lauretta.
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)
.jpg)


