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domenica 7 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAPROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna rete aperta di informazione 

e


formazione



L’economista Kumarappa afferma:”L’economia della condivisione propone  l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o trafiggersi le guance. Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita, accettiamo il sacrificio” (p. 44).La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10). 

L’urgenza di attivarsi contro la guerra.

L’informazione e la formazione è alla base del progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non è raggiungibile.


martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

L’autosufficienza deve riferirsi anche alla crescita delle produzioni alimentari, tutto deve essere pianificato con l’obiettivo di fornire un’alimentazione bilanciata a ogni persona; non possono coesistere gli sprechi con la fame.
Qualsiasi altra produzione di beni deve essere equilibrata per la conservazione della natura e la risposta ai normali bisogni di ciascuno.
Nelle varie zone devono essere valutate le caratteristiche dei suoli e coltivarli per una migliore produzione in risposta alle esigenze degli abitanti.
La pianificazione deve riguardare anche la produzione a livello locale, deve essere favorita l’aggregazione degli addetti ai lavori e dare loro il potere di stabilire la destinazione colturale delle varie terre.
Una volta disponibili i prodotti, si dovranno organizzare dei gruppi per la distribuzione e gli scambi fra le varie località in modo diretto senza intermediari o speculatori, una filiera corta onde evitare molti passaggi che fanno aumentare il prezzo a svantaggio del consumatore, ma non del produttore.
Il trasporto deve essere ridotto al minimo, si deve favorire lo scambio produttore – consumatore, in questo caso trarranno vantaggio sia il produttore che il consumatore, viene valorizzato il lavoro dei produttori.

In questo contesto non può trovare posto l’economia parassitaria che è contro ogni principio cristiano.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

L’economia della libertà non coincide con l’economia di mercato dove nello scambio si cerca di trarre il maggior profitto personale e cercando di tenere gli altri in un rapporto di subordinazione, il concetto di fraternità viene dimenticato anche nel mondo cristiano.
L’uomo vive perché la terra produce, ma perché ciò avvenga occorre che qualcuno la lavori; spesso i lavoratori della terra vengono tenuti lontani dai luoghi del potere ritenendo non necessari per lo sviluppo sociale ed economico del paese.
Questo è un grave errore, il vero benessere si può avere se costruiamo un’economia che sia sana dal punto di vista della produzione di ricchezza e risponda alle esigenze quotidiane della popolazione locale.
Tutto deve essere inquadrato in un contesto di pianificazione agricola ed industriale per il bene di tutti, mettendo da parte gli speculatori di turno che hanno lo scopo di sottrarre risorse a chi veramente, col proprio lavoro, contribuisce alla creazione della ricchezza.

Il settore agricolo è molto pertinente per pensare ad una economia di condivisione, occorre fare emergere il concetto dell’autogestione e dell’autosufficienza.

domenica 20 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una rete aperta di informazione e
formazione

L’economista Kumarappa afferma:”
L’economia della condivisione propone  l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o trafiggersi le guance.
Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita, accettiamo il sacrificio” (p. 44).
La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10). L’urgenza di attivarsi contro la guerra.

L’informazione e la formazione è alla base del progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non è raggiungibile.