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domenica 7 settembre 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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sabato 12 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
La
vita di Dio, dentro di noi, è iniziata quando siamo esistiti.
Questo
è bellissimo!
Signore
Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura
con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli
sulla strada di Emmaus.
Con
la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire
la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna
e della tua morte.
Così,
la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa
loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea
in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione negli
avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.
La
tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di
Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e
testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di
fraternità, di giustizia e di pace.
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mercoledì 9 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una
lettrice scrive:
Il
comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera,
ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo
perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si
fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello
Spirito.
«Ama
il prossimo tuo come te stesso»!
Nel
Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto
dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto
di quello verso il prossimo.
Inscindibili,
l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme
mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore
dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino
cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la
via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo
è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre
effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in
quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il
comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così
fortemente da Gesù.
La
lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che
Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di
grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita
nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il
Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un
sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque
è.
Così
il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma
quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti
percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito,
soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a
decifrare.
Anzi!
Proprio
là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la
porta alla via maestra dell’amore.
La
chiave di quella porta è il perdono!
Gesù
raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato
dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo
pose a fondamento del Nuovo.
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giovedì 3 luglio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA
MISERIA
- POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA
– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE
BIBLICA
PROCESSO
CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI
NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Ci sono parole che Gesù ha detto ai
suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi
discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima
Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i
discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta
succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo:
"Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di
portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce
Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è
sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà
7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco
tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi
stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto
è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina
di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto
il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci
rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e
Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il
futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione
di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol
dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far
propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci
propone.
E questo anche nella comunione
della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità
della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile
specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere
parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi
ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di
oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente
ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli
insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in
discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non
solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità
nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede,
un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e
ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un
cristianesimo a suo e consumo.
sabato 28 giugno 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
MISERIA - POVERTA’ –
RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA
– RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
Una lettrice scrive:
Il vangelo racconta, spiega come, dove e in che modo noi
possiamo incontrare il Signore.
Perché Dio è un'esperienza che tutti possiamo fare, se lo
vogliamo.
Dio ti incontra nella tua strada.
Se c'era una cosa che quei due discepoli non si aspettavano
era proprio di incontrarlo.
E non è così in fin dei conti anche per noi?
Chi di noi pensa di poter far esperienza di Dio?
Quando Gesù si avvicina, non si accorgono neppure che è Lui
(e di certo lo conoscevano bene!).
Quante volte Dio viene nella nostra vita, nelle nostre
strade e nelle nostre giornate: ma noi abbiamo deciso che Lui dev'essere così;
che deve avere certi vestiti e certe forme; che deve rientrare in certi schemi.
Stiamo tentando di imprigionare Dio, di decidere noi come
Lui deve venire ed essere.
Stiamo capovolgendo i ruoli: io sono Dio e decido come tu
Dio devi venire.
Dio non lo si conosce ma lo si riconosce, non puoi vederlo
faccia a faccia (Mosé lo vide di spalle e questo fu il massimo!).
Quando passa puoi solo vederne i segni, le tracce e dire:
"Lui è stato qui; Lui è qui".
Allora quando non lo vedo, quando la mia vita è arida quando
non passa sulle mie strade non è Lui che non viene ma io che, imprigionato nei
miei schemi, non riesco a vederlo.
E Dio ripasserà ancora: e questo ci dà una grande speranza.
Ma se avremo gli stessi occhi continueremo a non vederlo: e
questa è una grande tragedia.
domenica 4 maggio 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
Riflessione sui discepoli di
Emmaus
Il vangelo racconta, spiega
come, dove e in che modo noi possiamo incontrare il Signore.
Perché Dio è
un'esperienza che tutti possiamo fare, se lo vogliamo.
Dio ti incontra nella tua
strada.
Se c'era una cosa che quei due discepoli non si aspettavano era proprio
di incontrarlo.
E non è così in fin dei conti anche per noi?
Chi di noi pensa
di poter far esperienza di Dio?
Quando Gesù si avvicina, non
si accorgono neppure che è Lui (e di certo lo conoscevano bene!).
Quante volte
Dio viene nella nostra vita, nelle nostre strade e nelle nostre giornate: ma
noi abbiamo deciso che Lui dev'essere così; che deve avere certi vestiti e
certe forme; che deve rientrare in certi schemi.
Stiamo tentando di
imprigionare Dio, di decidere noi come Lui deve venire ed essere.
Stiamo
capovolgendo i ruoli: io sono Dio e decido come tu Dio devi venire.
Dio non lo si conosce ma lo
si riconosce, non puoi vederlo faccia a faccia (Mosé lo vide di spalle e questo
fu il massimo!).
Quando passa puoi solo vederne i segni, le tracce e dire:
"Lui è stato qui; Lui è qui".
Allora quando non lo vedo,
quando la mia vita è arida quando non passa sulle mie strade non è Lui che non
viene ma io che, imprigionato nei miei schemi, non riesco a vederlo.
E Dio
ripasserà ancora: e questo ci dà una grande speranza.
Ma se avremo gli stessi
occhi continueremo a non vederlo: e questa è una grande tragedia.
domenica 27 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE
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RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:
L'uomo nella parola di Dio (
la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo
scegliere il bene, non sceglie il bene ma il male
L'uomo che ama Dio ed è
fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane,
tratta le cose e le persone come creature di Dio perché il suo unico scopo è
piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è
perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio.
Senza Cristo che regna nei
nostri cuori non c'è speranza che l'uomo possa fare qualcosa di buono per se
stesso e per il prossimo.
Noi cristiani sappiamo dove
sta andando l'umanità, sempre di più si sta avvicinando a precipitare in un
baratro.
Ma l'uomo non vi bada e non
si sottomette a Dio perché pensa di essere troppo intelligente per pensare a
Dio.
La generosità verso il
prossimo c’è stata ordinata da Dio e fa parte della condivisione con chi è nel
bisogno.
E nessuno pensi di
impoverirsi donando del suo, perché l'ubbidienza ai comandamenti divini portano
sempre alla prosperità.
"A motivo di questo, il
Signore, il tuo Dio, ti benedirà in ogni
opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano"(Deuteronomio 15/10)
"Tu farai dei prestiti
a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito, dominerai su molte nazioni
ed esse non domineranno su di te". (Deuteronomio 15/6 )
Chi pensa solo a se stesso,
chi si serve delle difficoltà altrui per trarne vantaggio e chi cerca di
approfittare delle debolezze o incompetenze di altri trasgredisce gli
insegnamenti della parola di Dio
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domenica 20 aprile 2014
L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.
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– TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
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PROCESSO CULTURALE
SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE
PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PROGETTO
DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una rete aperta di
informazione e
formazione
L’economista Kumarappa afferma:”
L’economia della condivisione propone l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio
del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o
trafiggersi le guance.
Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una
voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita,
accettiamo il sacrificio” (p. 44).
La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la
presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per
ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul
pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10).
L’urgenza di attivarsi contro la guerra.
L’informazione e la formazione è alla base del
progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non
è raggiungibile.
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