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domenica 7 settembre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSOECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDECONDIVISIONE BIBLICAPROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISAPROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISAUna rete aperta di informazione 

e


formazione



L’economista Kumarappa afferma:”L’economia della condivisione propone  l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o trafiggersi le guance. Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita, accettiamo il sacrificio” (p. 44).La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10). 

L’urgenza di attivarsi contro la guerra.

L’informazione e la formazione è alla base del progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non è raggiungibile.


sabato 12 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA



RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


La vita di Dio, dentro di noi, è iniziata quando siamo esistiti.
Questo è bellissimo!
Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus.
Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte.
Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti.

La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

mercoledì 9 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:



Il comandamento dell’amore del prossimo è “antico” nella lettera, ma “nuovo” della novità stessa del vangelo.
Nuovo perché non è più solo “legge”, ma anche, “grazia”.
Si fonda sulla comunione con Cristo, resa possibile dal dono dello Spirito.
«Ama il prossimo tuo come te stesso»!
Nel Vangelo predicato dal Cristo, questo comando è l’altro aspetto dell’amore verso Dio; come l’amore verso Dio è l’altro aspetto di quello verso il prossimo.
Inscindibili, l’uno è la porta e l’altro la via, come due ali che insieme mettono in atto il volo della speranza e della pace.
«L’amore dell’uomo verso il proprio simile è comandato da ogni cammino cristiano. Da sempre e ovunque, la via dell’amore reciproco è la via maestra dell’umanità e dell'essere cristiani.
Questo è prima di tutto un dovere di onestà, perché così è; inoltre effonde in me cristiana e anima consacrata una profonda gioia, in quanto mi mette sulla via giusta per comprendere e testimoniare il comando di amare il prossimo come se stessi, ribadito così fortemente da Gesù.
La lieta notizia del Vangelo, infatti, non consiste tanto nel fatto che Gesù abbia insegnato ciò che mancava, ma piuttosto nel carisma di grazia e di profumo che ha riversato sopra a una legge scolpita nell’intimo dei cuori fin dall’inizio.
Il Vangelo è il lieto annuncio di una qualità, di un profumo, di un sapore, di un’intensità, riversati su ciò che da sempre e ovunque è.
Così il cristiano non ha la missione di salvare il mondo in extremis, ma quella di testimoniare che l’amore vicendevole, che tutti percepiscono nelle fibre del loro cuore, è cammino reale, saporito, soave, anche nelle situazioni che la ragione umana non riesce più a decifrare.
Anzi!
Proprio là dove il limite umano diviene difficoltà, la grazia dischiude la porta alla via maestra dell’amore.
La chiave di quella porta è il perdono!

Gesù raccolse il precetto dell’amore verso il prossimo già enunciato dall’Antico Testamento e, riversandovi il carisma del Vangelo, lo pose a fondamento del Nuovo. 

giovedì 3 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE

CONDIVISIONE BIBLICA

PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA

RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI 

DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Una lettrice scrive:


Ci sono parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli e quindi a noi.
Cosa avranno capito i suoi discepoli?
Cosa abbiamo capito noi?
Il contesto è quello dell'Ultima Cena, fa parte dei discorsi d'addio, un momento particolare, i discepoli cominciano ad essere tristi, a non capire cosa sta succedendo.
Cosa voleva dire Gesù dicendo: "Molte cose ho ancora da dirvi".
Quali cose Gesù non hai detto?
Quali cose non siamo capaci di portare perchè troppo pesanti?
E' facile pensare che sulla Croce Gesù dirà tutto ciò che doveva dire: la sua ultima Parola, è sulla Croce, la sua ultima parola è Lui Crocifisso.
Sappiamo che sulla croce Gesù dirà 7 parole: "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?
Ho sete.
Figlio, ecco tua Madre, Madre, ecco tuo Figlio; Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno, Oggi stesso sarai con me in paradiso... e terminerà dicendo: "Tutto è compiuto".
Allora lì sulla Croce egli termina di dirci tutto ciò che doveva dirci, lì sulla croce, assume tutto il peso del nostro peccato, lì sulla croce ci dona lo Spirito che ci rivelerà la verità tutta intera, lì sulla Croce in Giovanni e Maria si compie l'Umanità nuova, la prima cellula di Chiesa, il futuro dell'umanità.
E' bello restare in contemplazione di questa Parola e chiedere allo Spirito che ce la riveli.
Appartenere allora a Cristo vuol dire infatti essere "membro" di lui.
Equivale ad immedesimarsi, a far propri tutti gli aspetti e le prerogative esistenziali che lui ci propone.
E questo anche nella comunione della comunità che vive nel suo nome la solidarietà e l'unità della fede, della speranza e della carità.
E qui viene il difficile specialmente nella vita di tutti i giorni: riusciamo noi ad essere parte di Gesù nella Comunità?
Secondo uno slogan da considerarsi ancora recente, si direbbe oggigiorno "Cristo sì, Chiesa no".
La Chiesa viene tacciata di oscurantismo e di antimodernismo, di classismo.
Anche all'interno del mondo credente ci si ostina a rifiutare con tutti i mezzi le disposizioni e gli insegnamenti, trovando spesso infondati pretesti per mettere in discussione ogni insegnamento biblico.
Eppure Dio si è rivelato non solamente all'uomo singolo, ma ad un'intera comunità.
Cristo ha garantito la sua presenza nell'organico di una Comunità nella quale si è chiamati a vivere un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo per godere di un solo Dio Padre di tutti (Ef 4, 4 e ss) ed è improponibile che ciascuno possa costruirsi un cristianesimo a suo e consumo.  

sabato 28 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA

Una lettrice scrive:



Il vangelo racconta, spiega come, dove e in che modo noi possiamo incontrare il Signore.
Perché Dio è un'esperienza che tutti possiamo fare, se lo vogliamo.
Dio ti incontra nella tua strada.
Se c'era una cosa che quei due discepoli non si aspettavano era proprio di incontrarlo.
E non è così in fin dei conti anche per noi?
Chi di noi pensa di poter far esperienza di Dio?
Quando Gesù si avvicina, non si accorgono neppure che è Lui (e di certo lo conoscevano bene!).
Quante volte Dio viene nella nostra vita, nelle nostre strade e nelle nostre giornate: ma noi abbiamo deciso che Lui dev'essere così; che deve avere certi vestiti e certe forme; che deve rientrare in certi schemi.
Stiamo tentando di imprigionare Dio, di decidere noi come Lui deve venire ed essere.
Stiamo capovolgendo i ruoli: io sono Dio e decido come tu Dio devi venire.
Dio non lo si conosce ma lo si riconosce, non puoi vederlo faccia a faccia (Mosé lo vide di spalle e questo fu il massimo!).
Quando passa puoi solo vederne i segni, le tracce e dire: "Lui è stato qui; Lui è qui".
Allora quando non lo vedo, quando la mia vita è arida quando non passa sulle mie strade non è Lui che non viene ma io che, imprigionato nei miei schemi, non riesco a vederlo.
E Dio ripasserà ancora: e questo ci dà una grande speranza.
Ma se avremo gli stessi occhi continueremo a non vederlo: e questa è una grande tragedia.


domenica 4 maggio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

Riflessione sui discepoli di Emmaus
Il vangelo racconta, spiega come, dove e in che modo noi possiamo incontrare il Signore. 
Perché Dio è un'esperienza che tutti possiamo fare, se lo vogliamo.
Dio ti incontra nella tua strada. 
Se c'era una cosa che quei due discepoli non si aspettavano era proprio di incontrarlo. 
E non è così in fin dei conti anche per noi? 
Chi di noi pensa di poter far esperienza di Dio?
Quando Gesù si avvicina, non si accorgono neppure che è Lui (e di certo lo conoscevano bene!). 
Quante volte Dio viene nella nostra vita, nelle nostre strade e nelle nostre giornate: ma noi abbiamo deciso che Lui dev'essere così; che deve avere certi vestiti e certe forme; che deve rientrare in certi schemi. 
Stiamo tentando di imprigionare Dio, di decidere noi come Lui deve venire ed essere. 
Stiamo capovolgendo i ruoli: io sono Dio e decido come tu Dio devi venire.
Dio non lo si conosce ma lo si riconosce, non puoi vederlo faccia a faccia (Mosé lo vide di spalle e questo fu il massimo!). 
Quando passa puoi solo vederne i segni, le tracce e dire: "Lui è stato qui; Lui è qui".

Allora quando non lo vedo, quando la mia vita è arida quando non passa sulle mie strade non è Lui che non viene ma io che, imprigionato nei miei schemi, non riesco a vederlo. 
E Dio ripasserà ancora: e questo ci dà una grande speranza. 
Ma se avremo gli stessi occhi continueremo a non vederlo: e questa è una grande tragedia.

domenica 27 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

L'uomo nella parola di Dio ( la bibbia) ha tutto quello che gli serve per vivere bene, ma pur potendo scegliere il bene, non sceglie il bene ma il male
L'uomo che ama Dio ed è fedele alla parola di Dio è completo in se, non ha bisogno di regole umane, tratta le cose e le persone come creature di Dio perché il suo unico scopo è piacere a Dio...purtroppo se nel mondo c'è tanta fame e tanta sofferenza è perché la maggioranza dell'umanità non ama e non conosce Dio.
Senza Cristo che regna nei nostri cuori non c'è speranza che l'uomo possa fare qualcosa di buono per se stesso e per il prossimo.
Noi cristiani sappiamo dove sta andando l'umanità, sempre di più si sta avvicinando a precipitare in un baratro.
Ma l'uomo non vi bada e non si sottomette a Dio perché pensa di essere troppo intelligente per pensare a Dio.
La generosità verso il prossimo c’è stata ordinata da Dio e fa parte della condivisione con chi è nel bisogno.
E nessuno pensi di impoverirsi donando del suo, perché l'ubbidienza ai comandamenti divini portano sempre alla prosperità.
"A motivo di questo, il Signore, il tuo Dio, ti benedirà  in ogni opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano"(Deuteronomio 15/10)
"Tu farai dei prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito, dominerai su molte nazioni ed esse non domineranno su di te". (Deuteronomio 15/6 )

Chi pensa solo a se stesso, chi si serve delle difficoltà altrui per trarne vantaggio e chi cerca di approfittare delle debolezze o incompetenze di altri trasgredisce gli insegnamenti della parola di Dio

domenica 20 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
PROGETTO DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una rete aperta di informazione e
formazione

L’economista Kumarappa afferma:”
L’economia della condivisione propone  l’autosufficienza, guadagnata col sacrificio del sé o tapasya. “Ciò non significa necessariamente sedersi sui chiodi o trafiggersi le guance.
Nella vita di ogni giorno quando lasciamo cadere una voglia o ci assumiamo una limitazione per perseguire il principio della vita, accettiamo il sacrificio” (p. 44).
La lettura di Kumarappa in un’epoca così incerta come la presente può dare “speranza e voglia di agire – scrive Altieri – per ripristinare i fondamenti di un’economia della ‘permanenza’ degli uomini sul pianeta terra, senza più violenze nei confronti degli esseri viventi” (p. 10). L’urgenza di attivarsi contro la guerra.

L’informazione e la formazione è alla base del progetto dell’economia condivisa, senza una adeguata formazione l’obiettivo non è raggiungibile.