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mercoledì 23 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/56.


«Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri, sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose.
La mano che dà sta sopra a quella che prende.
I finanzieri sono senza patriottismo e senza decoro» Napoleone Bonaparte
Questa parte si prefiggerà nel tempo di far luce sulla vera natura e funzione del denaro e si proporrà di illustrare dei concetti chiave, necessari per comprendere la problematica monetaria.
Dalla primitiva età del baratto, alla moneta elettronica attuale, il denaro ha compiuto un processo evolutivo impressionante, condizionando profondamente i rapporti economici e sociali delle comunità.
Il baratto, come principale forma di scambio, presentava evidenti limitazioni di mercato a livello spazio-temporale.
L’avvento della moneta metallica e in seguito della nota di banco (antesignana della banconota) rivoluzionarono gli scambi, contribuendo in maniera decisa a strutturare la società come l’abbiamo oggi.
Oggi il denaro penetra a fondo nel tessuto sociale, determinandone convenzioni e comportamenti, e rappresenta uno degli scopi principali del vivere sociale e viene ritenuto dai più sinonimo di ricchezza.
Il denaro ha assunto nel corso degli anni varie forme quali, conchiglie, stecchetti di legno, tabacco, oro, moneta metallica, banconote, assegni bancari, carta di credito, e oggi anche impulsi elettronici.
Nel tempo, non solo la forma, ma soprattutto la sostanza e il significato del denaro sono mutati e sono stati abilmente manovrati per ragioni di profitto.


giovedì 24 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Nell’economia non di mercato gli scambi monetari sono limitati e  l’economia locale viene sottratta, per quanto è possibile, dallo sfruttamento del più forte sul più debole.
Si potrebbe pensare all’autogestione dei servizi e dei beni pubblici da parte della popolazione locale, strade, opere idriche, ecc….
La scelta di una cooperazione fra le popolazioni locali svilupperà le necessarie capacità a gestire responsabilità più ampie di distretto, provincie e fino al governo nazionale e alle più alte sfere internazionali.
E’ importante fondare lo sviluppo tenendo presente la specificità del territorio con le sue necessità e le relative risorse naturali, umane con formazione culturale locale.
Se il sistema politico non si fonda su persone formate per dare respiro all’economia locale lo sviluppo generale non ci sarà perché la politica nazionale, spesso, non lavora nell’interesse delle masse popolari.

Quindi è importante partire dalle realtà locali e proiettare il tutto a livello nazionale, se si pensa di partire dal nazionale e non dal locale ci saranno sempre più poveri e la ricchezza sarà concentrata in un numero ristretto di persone, la sperequazione aumenterà sempre di più, l’equità ed il concetto di fraternità e dell’amore per il prossimo verrà meno, i principi biblici non potranno avere pratica applicazione nel campo economico.

martedì 22 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

L’autosufficienza deve riferirsi anche alla crescita delle produzioni alimentari, tutto deve essere pianificato con l’obiettivo di fornire un’alimentazione bilanciata a ogni persona; non possono coesistere gli sprechi con la fame.
Qualsiasi altra produzione di beni deve essere equilibrata per la conservazione della natura e la risposta ai normali bisogni di ciascuno.
Nelle varie zone devono essere valutate le caratteristiche dei suoli e coltivarli per una migliore produzione in risposta alle esigenze degli abitanti.
La pianificazione deve riguardare anche la produzione a livello locale, deve essere favorita l’aggregazione degli addetti ai lavori e dare loro il potere di stabilire la destinazione colturale delle varie terre.
Una volta disponibili i prodotti, si dovranno organizzare dei gruppi per la distribuzione e gli scambi fra le varie località in modo diretto senza intermediari o speculatori, una filiera corta onde evitare molti passaggi che fanno aumentare il prezzo a svantaggio del consumatore, ma non del produttore.
Il trasporto deve essere ridotto al minimo, si deve favorire lo scambio produttore – consumatore, in questo caso trarranno vantaggio sia il produttore che il consumatore, viene valorizzato il lavoro dei produttori.

In questo contesto non può trovare posto l’economia parassitaria che è contro ogni principio cristiano.