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lunedì 21 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/51.


Dobbiamo cercare di capire com’era il mondo dopo la seconda guerra mondiale.
Sul piatto da gioco c’era la più colossale torta economica da spartirsi della storia umana.
Prima cosa, tutto il business della ricostruzione, poi la spartizione della aree geografiche più ricche di risorse del pianeta.
Poi ancora le prospettive per il grande business di creare enormi masse di consumatori che negli anni si sarebbero infettati sempre di più di quel virus che possiamo chiamare consumismo, oliando macchine di profitti inimmaginabili fino ad allora.
Non ci scordiamo il neo-imperialismo USA e URSS, che soppiantava il vecchio colonialismo di Gran Bretagna, Francia, Spagna e Portogallo.
Insomma, un vero e proprio tesoro.
Le elites che sembravano essere state sconfitte dal socialismo, dal comunismo, e dalle democrazie occidentali, si organizzarono per recuperare il terreno perduto fra la fine dell’800 e la metà del ’900.
La colossale torta se la volevano mangiare loro.
La gente doveva starne alla larga.
Alla gente doveva essere riservata l’illusione di controllare qualcosa, non di più.
Questo processo non avvenne in un attimo.
Anzi.
Infatti se uno guarda la storia dei Paesi dal 1948 al 1975 circa, cosa vede?
Un trionfo di sistemi sociali importanti, a iniziare dal famoso Stato Sociale, per poi proseguire con la crescita dei sindacati, delle legislazioni di protezione del lavoro, l’istruzione per tutti, e anche una certa quota residua di economia Keynesiana nelle politiche economiche di molti Paesi.
Ma cosa accadeva dietro le quinte?
Accadeva che queste elites neoclassiche lavoravano come pazzi per arrivare a sovvertire tutta questa impostazione.
E come lavoravano?

domenica 20 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/50.
 


Chi non crede all'antico detto secondo cui "la storia la scrivono i vincitori"?
È una frase che ripetiamo spesso, ma di cui raramente siamo in grado di cogliere la reale portata.
Un altro modo di dire molto diffuso, ci assicura che "la realtà supera la finzione".
Raffrontiamo queste due affermazioni.
Se concordiamo sul fatto che entrambe sono in linea di massima corrette, non ci resta che dedurne, per quanto doloroso possa risultare, che la storia è solo ciò che si vorrebbe fosse accaduto; qualcosa di remoto rispetto a quanto è davvero successo. 

Meglio ancora: la storia è solo ciò che vorrebbero fosse successo coloro che l'hanno scritta o la scrivono, nient'altro che una distorsione dei fatti realmente accaduti.
Spesso i vincitori si vedono obbligati a interpretare gli eventi in maniera distorta, a tacere controverse vicende, perfino a inventare la storia di sana pianta.
Siamo quindi legittimati a concludere, spingendo alle estreme conseguenze la combinazione di queste due verità popolari, che se un evento non è riportato dai media, se non fa parte del "sapere comune", allora non è mai accaduto, non è successo, non è vero.
Si intende per storia, infatti, la versione che i mezzi di comunicazione di massa forniscono di un avvenimento.


giovedì 17 luglio 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Argentino Quintavalle/45.



La storia del mondo avrebbe potuto essere un’altra, molto più equa, con masse immani di sofferenze sociali in meno.
La rovina del pensiero Keynesiano iniziò alla mega conferenza di Bretton Woods del 1944, dove si decisero i destini del monetarismo mondiale.
Keynes ne uscì sconfitto, in particolare dagli Stati Uniti.
Poi, un brutto giorno del 1946, Keynes morì di colpo.
Fine.
Senza il suo carisma fu ancor più facile per le elites far fuori le sue idee.
Oggi quasi tutti i professori di Economia Politica dicono con fare di sufficienza che Keynes è superato e oltre tutto fallimentare. 

Ma noi dobbiamo rispondere loro: il messaggio di John Maynard Keynes fu che nel momento del bisogno (come oggi) e per evitare sofferenze sociali tragiche (come oggi), lo Stato può curare l’economia con sufficienti iniezioni di investimenti a deficit, sì, a deficit, fino a raggiungere la prosperità.
E dire loro: lo sapete che gli Stati Unti uscirono dalla seconda guerra mondiale con un deficit del 25%! che è il doppio della Grecia di oggi, ma proprio grazie a quella immane iniezione di spesa pubblica divennero il più ricco Paese del mondo e fecero ricca tutta l’Europa distrutta.
Altro che superato Keynes.


domenica 29 giugno 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
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RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Una lettrice scrive:

I due discepoli di Emmaus erano terribilmente delusi e si sentivano falliti.
Avevano così tanto sperato e invece tutto si era infranto, tutto sembrava nient'altro che un'illusione.
La loro storia, i loro progetti, i loro sogni sembravano compromessi per sempre e definitivamente.
Gli apostoli avevano dato tutto per Gesù, avevano lasciato lavoro, case, famiglia, moglie, figli, tutte le loro certezze: possiamo capire che delusione immensa dev'essere stata la sua morte.
Per loro era veramente la fine del mondo.
Ma incredibilmente è proprio nel fallimento di tutto ciò che avevano costruito, è proprio all'interno della loro delusione che incontrano Gesù.
Quando mi succede qualcosa e mi sembra la fine del mondo in realtà è la fine di un mondo ma non del mondo.
Quando mi sembra di aver fallito è solo il fallimento di un modo di percepirmi, di pensare e di vivere, non sono io il fallito.
I discepoli di Emmaus incontrano Dio proprio nel bel mezzo della loro delusione e del loro fallimento.
I Romani dicevano: "Vae victis (guai ai vinti)".
Nessuno vorrebbe essere un perdente; nessuno vorrebbe ammettere di aver sbagliato; nessuno vorrebbe accettare una sconfitta.
A volte le persone continuano a rifare gli stessi errori perché non vogliono accettare di essersi sbagliati e di aver fallito.
Ma Dio lo incontri spesso proprio nei tuoi fallimenti e nelle tue sconfitte.
Perché quando abbatti i tuoi muri di orgoglio, le tue rigidità e la tua apparente sicurezza allora Lui può entrare.
Fai esperienza vera e profonda di Dio proprio quando nel tuo totale fallimento, quando cioè non c'è più nessuna ricompensa in termini di stima degli altri, del lavoro che hai, del buon nome, dell'onorabilità, puoi sentire che il suo amore si fa vicino non per quello che hai da mostrargli, ma semplicemente perché sei tu.
Allora puoi sentire che Lui ti ama solo perché ti chiami con il tuo nome e per nient'altro.
Allora lo senti per davvero; allora conosci Dio. Rahner diceva: "Incontri Dio più nelle tue sconfitte che nelle tue vittorie".
Sai quant'è il buono il pane solo quando hai fame; sai chi è Dio solo quando tu non basti più a te.
Ogni volta che fallisco allora mi devo chiedere: "Che cosa mi sta dicendo Dio?
Che cosa devo imparare?
Che cosa non ho imparato finora e che la vita ora mi costringe ad imparare?
Non bisognava che tutto questo mi accadesse perché ne ricevessi un bene?
Non bisognava che io provassi questo dolore affinché mi liberassi da tante illusioni? Non era necessario questo "tonfo" affinché io mi mettessi sulla strada del cambiamento?
Non è lo stesso Dio che ti sta guidando in tutto questo?".
Quando Gesù si avvicina li fa parlare di tutta la tristezza, il malessere, il disagio che hanno dentro.
Noi abbiamo bisogno di "tirare fuori" il nostro male, il nostro dolore e tutto ciò che ci opprime.
Il dolore è come un veleno: se non lo sputi fuori ti uccide.
Noi abbiamo bisogno di "tirare fuori" le nostre gioie, le nostre speranze, la nostra vita, perché prenda forma, perché circoli, perché viva, perché si espanda.

Noi abbiamo bisogno di raccontare le nostre esperienze, il nostro profondo perché raccontando lo facciamo esistere.

martedì 15 aprile 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE
CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle/13


«Ci sono quattro tipi di persone:
1) Chi dice, "ciò che è mio è mio, e ciò che è tuo è tuo". Questa è la persona mediocre (la normalità).
2) Chi dice, "Ciò che è mio è tuo, e ciò che è tuo è mio". Questo è l’ignorante (o il sempliciotto).
3) Chi dice, "Ciò che è mio è tuo e quello che è tuo è tuo". Questa è la persona pia.
4) Chi dice, "Ciò che è mio è mio, e ciò che è tuo mio". Questa è la persona malvagia».
A proposito del primo tipo di persona, colui che dice, "Ciò che è mio è mio e ciò che è tuo è tuo", i rabbini hanno offerto un’altra interpretazione: "questo è l’abitante di Sodoma".
Il profeta Ezechiele dichiarò agli abitanti di Gerusalemme: «Ecco, questa fu l’iniquità di tua sorella Sodoma: lei e le sue figlie vivevano nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell’afflitto e del povero» (Ezech.16:49).
L’evangelista Luca ha registrato una storia riguardo un certo uomo ricco e un povero di nome Lazzaro.
Vivendo nello splendore, l’uomo ricco godeva della sua ricchezza, mentre Lazzaro languiva fuori la porta di casa del ricco.

La storia dà l’impressione che l’uomo ricco ha fatto molto poco per alleviare il dolore di Lazzaro. 
Probabilmente egli ha pensato che quello che era suo era suo, e quello che era di Lazzaro era di Lazzaro.