sabato 4 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




2) FORMAZIONE: aiutare i credenti a comprendere i principi della gestione cristiana. 

Insegnare alla gente come pensare a quello che vogliono rispetto a quello di cui hanno veramente bisogno. 

Insegnare alla gente il fatto che tutta la ricchezza viene dalla terra e dalle risorse della natura. 

Pertanto, tutta la ricchezza deriva da Dio e deve essere utilizzata per la sua gloria. 

Noi siamo solo amministratori.
3) PRO-INDIPENDENZA: aiutare le persone a diventare indipendenti.
4) CONDIVISIONE DEI PRINCIPI ECONOMICI BIBLICI: cercare di mostrare ai governanti la fonte dei problemi economici, in modo che possano fare qualcosa per riconoscere che tutti hanno il diritto di essere aiutati.
5) INCORAGGIARE LE IMPRESE CRISTIANE: investire in risorse umane senza sfruttare. 

Gestire le proprie attività secondo principi cristiani.
6) LAVORO PER I NUOVI CREDENTI: dobbiamo avere una cura particolare per coloro che hanno il coraggio morale di accettare la verità e che per questo possono perdere il loro lavoro. 

Essi non devono essere lasciati senza aiuto.

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:



COSA PUÒ FARE LA CHIESA
1) PRINCIPIO: Riconosciamo che Dio come Creatore è proprietario di tutte le cose.
Nell'Antico Testamento, l'anno sabatico e l'anno giubilare erano espressioni concrete della convinzione che la terra è di Dio e che il popolo d'Israele appartiene a Dio (Lev. 25:23,42,55).
Gesù, all'inizio del suo ministero, ha annunciato l'anno di grazia del Signore, spesso identificato con il Giubileo.
Attraverso Gesù, il povero ha sentito buone notizie, i prigionieri sono liberati, i ciechi recuperano la vista, e gli oppressi acquistano la libertà (Luca 4:16-21).
La prima chiesa di Gerusalemme ha messo il giubileo in pratica predicando il Vangelo, guarendo i malati, e condividendo i beni.
Le chiese erano solidali con chi si trovava nel bisogno (Atti 2:44,45; 4:32-37; 2Cor.8:1-15).
Come amministratori della terra di Dio, siamo chiamati ad aver cura della terra (Gen. 1:26-28).

Come amministratori del denaro, dobbiamo vivere semplicemente, praticare l’aiuto reciproco all'interno della Chiesa, sostenere la giustizia economica, e dare con generosità e cuore allegro (Fil. 4:11,12; 2Cor. 8:13,14; 2Cor.9:7; Giac. 5:4).
Come persone dipendenti dalla provvidenza di Dio, non dobbiamo essere preoccupati per le necessità della vita, ma di cercare prima il regno di Dio (Mat.6:24-33).
Non possiamo essere veri servitori di Dio e lasciare che la nostra vita sia governata dal desiderio della ricchezza.


L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO
ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA
PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA
RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA
Di Argentino Quintavalle:




Il giubileo non è una utopia.
Qualcuno si può chiedere che cosa accade a tutti quei miglioramenti, agli edifici costruiti, e alle aggiunte che erano fatte alla terra.
Anche questi venivano restituiti ai proprietari? 

Ebbene, in questo caso ci doveva essere un risarcimento per gli eventuali miglioramenti apportati.
Tutto dipendeva dal contratto di vendita originale e ciò che era stato concordato all’inizio.
Per quanto riguarda l’annullamento dei debiti ogni sette anni, è naturale per la nostra cultura chiedersi: come si poteva evitare gli abusi di persone che chiedevano soldi in prestito ma che in realtà non ne avevano bisogno, arricchendosi pertanto indebitamente?
La gente doveva esser accorta.
Doveva conoscere e fidarsi di colui che chiedeva in prestito.
Inoltre, il divieto era solo per il creditore di richiedere indietro il denaro, ma il debitore poteva ancora rimborsare il debito (come un dono).
Questa era certamente una pratica comune tra le persone oneste.

venerdì 3 ottobre 2014

L’ECONOMIA CONDIVISA– L’ECONOMIA CRISTIANA - BIBLICA.

MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO


ECONOMIA – TEOLOGIA – RELIGIONE – FEDE - CONDIVISIONE BIBLICA


PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA CONDIVISA


RIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA


Di Argentino Quintavalle:



Il pieno impiego deve diventare l’obiettivo prioritario delle autorità che governano l’economia e il Paese.
Keynes, infatti, sostiene che la “mano invisibile” di Smith (vedi Lezione 1) assomiglia piuttosto al vestito nuovo dell’imperatore della favola di Andersen: essa è invisibile proprio perché non esiste.
Secondo Keynes i mercati non si riequilibrano da soli, ma devono essere governati per evitare sprechi di risorse e inefficienze.
Nell’individuare i rimedi più appropriati contro la disoccupazione, Keynes introduce una innovazione, di portata rivoluzionaria: l’espansione della spesa pubblica, la quale, aumentando la domanda di beni e servizi, permetterà di espandere la produzione delle imprese e con essa il volume dell’occupazione.
Aumento
della spesa pubblica

Aumento
della produzione

Aumento
dell’occupazione
L’analisi di Keynes delinea così le premesse di una nuova disciplina, la politica di bilancio, il cui scopo è proprio di individuare i rimedi più opportuni contro la disoccupazione, per portare il sistema economico al pieno impiego di tutte le risorse disponibili. 

Quando le entrate non sono sufficienti a coprire le spese il bilancio dello Stato si trova in deficit. 

Nella nuova prospettiva delineata da Keynes il deficit di bilancio dello Stato non costituisce più un pericolo, come sosteneva la teoria neoclassica, ma diventa lo strumento necessario per raggiungere l’obiettivo del pieno impiego. Secondo Keynes, infatti, l’incremento di reddito generato dall’aumento della spesa pubblica, oltre alla crescita dei consumi delle famiglie, determina anche una crescita del risparmio privato ed è quindi in grado di autofinanziarsi.
TEORIA NEOCLASSICA
TEORIA KEYNESIANA


Il bilancio dello Stato
deve essere in pareggio

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Di Argentino Quintavalle:



Disastro.
Infatti, gli investitori per investire in beni reali e posti di lavoro pretenderanno degli interessi altissimi per coprirsi dai rischi.
Ecco esattamente la situazione catastrofica e distruttiva di oggi, dove gli investitori non stanno aprendo aziende, anzi, falliscono in massa, e dove quindi la spirale negativa dell’economia va sempre più in basso con la disoccupazione sempre più in alto, come predisse Keynes.
Mentre dall’altra parte abbiamo investimenti folli in speculazione.
Per finire questa tappa Keynesiana, arrivo alla ricetta che Keynes diede per rimediare al disastro sopra descritto.
Egli disse che in quelle condizioni di pessimismo generale e di depressione SOLO lo Stato è in grado di intervenire per stimolare l’economia con i suoi investimenti.
E deve farlo, ci dice Keynes.
Riassumo: gli investitori investiranno e creeranno posti di lavoro solo se sono in una economia che promette bene; gli investitori non assumeranno MAI e poi mai finché sono pessimisti sull’economia.
Questo significa che il Mercato da solo non eliminerà mai la disoccupazione; infatti meno redditi ci sono meno la gente spende, meno gli investitori guadagnano e meno investono.
A questo punto solo lo Stato può intervenire a stimolare l’economia coi suoi soldi, uno Stato in grado di predisporre le misure necessarie per eliminare il principale fallimento strutturale del mercato. 


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Di Argentino Quintavalle:



Ora attenzione!
Questo è un punto cruciale.
Vediamo cosa succede oggi?
Oggi l’Eurozona ha stabilito regole economiche che di per sé distruggono le economie dei Paesi membri. Keynes aveva previsto che in una situazione depressa gli investitori non avrebbero mai investito, e infatti da noi è proprio così.
Non investe nessuno, non si creano posti di lavoro e redditi.
Ma questo ci impoverisce ancora di più, e allora l’investitore teme sempre di più e investirà sempre di meno… e così via come un cane che si morde la coda. 

Questo è il disastro che hanno creato quelli che hanno voluto l’euro!
È una condanna senza via d’uscita.
E infatti anche quelle operazioni che ogni tanto fa Draghi alla Banca Centrale Europea sono del tutto inutili, come disse Keynes.
Draghi a volte immette soldi a tassi bassissimi nelle banche europee facendo credere che poi queste torneranno a investire o prestare alle famiglie e aziende.
Ma non lo fanno!
Proprio per quello che disse Keynes: nessuna banca apre i rubinetti se è pessimista sull’economia!
Ma ci vuole molto a capirlo?
Ma Keynes era geniale, e predisse anche un’altra cosa nel capitolo 17 della Teoria Generale.
La faccio semplice: se gli investitori si trovano in una economia che va sempre più in depressione, cosa faranno?
Decideranno, disse Keynes, di investire solo in beni finanziari, cioè speculazione che non crea nessun posto di lavoro né vera economia. 


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MISERIA - POVERTA’ – RICCHEZZA – LUSSO

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PROCESSO CULTURALE SULL’ECONOMIA 

CONDIVISARIFLESSIONI NECESSARIE PER CAPIRE I PRINCIPI DELL’ECONOMIA CONDIVISA

Di Argentino Quintavalle:



La CECA fu il primo passo concreto verso l’unificazione politica, il primo mattone della costruzione dell’impero, e questo impero è una sorta di società a responsabilità limitata, la ONE World Company.
Con la firma del Trattato di Roma del 1957, che spianò la strada alla Comunità Economica Europea, si fece un ulteriore passo verso una futura società mondiale a responsabilità limitata.
"L’aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non arrivate a discernerli?"
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Ciao,
ho visitato il blog...condivido praticamente tutto.
In estrema sintesi posso dirti che superare gli individualismi sarebbe l`unica via per egualmente distribuire le ricchezze e superare ogni crisi.
È un progetto bellissimo e naturalmente aderente ai principi cristiani.
Ma penso che sia tutto un po`utopistico......finché sui principi insegnati da Gesù prevarranno l`egoismo, la prevaricazione e la sete morbosa di AVERE, più che di ESSERE.